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Errori e orrori dello scontro

Furono il premier inglese Winston Churchill e il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt a Natale del 1943 a battezzare Operazione Shingle lo sbarco che di lì a pochi giorni avrebbe...

Furono il premier inglese Winston Churchill e il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt a Natale del 1943 a battezzare Operazione Shingle lo sbarco che di lì a pochi giorni avrebbe portato gli Alleati ad Anzio. Che venne scelta perché, apparentemente, era sguarnita di truppe nemiche. L’esercito del Terzo Reich aveva mandato i reparti migliori a Cassino, a tener testa agli angloamericani che tentavano di sfondare la Linea Gustav. E così il 22 gennaio 1944, alle 2.45 del mattino, statunitensi e britannici sbarcarono sulle spiagge tra Anzio e Nettuno. Obiettivo del generale John Lucas, veterano formatosi sulle rigide regole di West Point alla testa del VI Corpo d’Armata Usa, tagliare i rifornimenti ai Tedeschi che stavano combattendo sulla Linea Gustav e alleggerire la forza offensiva dell’esercito del Reich che stava mietendo migliaia di vittime tra gli Alleati. Seppure lo sbarco venne preparato da cinque giorni di bombardamenti e la popolazine civile venne fatta sfollare in gran parte per avere mano libera, non mancarono errori da parte americana. Troppo lenti statunitensi e inglesi a consolidare la testa di ponte. Questo consentì ai Tedeschi di riorganizzarsi, portare batterie di contraerea e mitragliatrici sulle scogliere a scatenar la controffensiva mentre da Ciampino l’Anzio Annie, maxicannone con gittata di trenta chilometri affondava navi e mezzi da sbarco prima dell’approdo. Il resto fu una carneficina: quarantaduemila i militari americani, inglesi, canadesi e australiani maciullati in una battaglia combattuta metro per metro tra Anzio, Aprilia e Pomezia. Soldati che ora riposano nel cimitero americano di Nettuno e nel camposanto del Commonwaelth ad Anzio. Settantamila ne erano stati sbarcati. Diecimila i caduti sul fronte tedesco e migliaia pure gli italiani che, dopo l’8 settembre, erano rimasti a combattere con il Reich. Errori che il generale Lucas pagò, venendo sostituito il 23 febbraio da Lucian Truscott. Che il 21 maggio ricevette l’ordine dal comandante della 5ª Armata Usa Mark Wayne Clark, di sferrare l’attacco finale alle postazioni tedesche in contemporanea con l'8ª Armata britannica per sfondare la Linea Senger, entrare nella valle del Liri e aprire la strada verso Roma. Che proprio Clark liberò il 4 giugno.

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