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Strage di Caselle: fermata la domestica

La donna, secondo gli inquirenti, era in casa la notte del triplice omicidio e avrebbe usato le carte di credito delle vittime. Decisivo nelle indagini l'interrogatorio del suo ex convivente

Un nuovo fermo nelle indagini sul triplice omicidio di Caselle, nel torinese. I carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, sotto la direzione della procura della Repubblica, hanno fermato nella notte Dorotea De Pippo, 52 anni, ex domestica della famiglia Allione ed ex convivente di Giorgio Palmieri, il 55 enne arrestato il 7 gennaio scorso. Nei confronti della donna sono stati acquisiti gravi e convergenti elementi di responsabilità per il coinvolgimento nel triplice omicidio. Il suo coinvolgimento sarebbe stato raccontato dal compagno Palmieri durante un interrogatorio con i magistrati. Secondo quanto si apprende la donna era in casa quando la famiglia Allione è stata uccisa. Al momento, sottolineano gli investigatori, non è stata ancora accertata la diretta partecipazione della donna nella commissione materiale dell'omicidio, ma è emerso il suo coinvolgimento nella fase di premeditazione dell'esecuzione del delitto. Nella sua confessione Palmieri inizialmente aveva negato il coinvolgimento dell'ex convivente. Determinante per accertare le responsabilità della De Pippo è stata l'analisi dei tabulati e dei movimenti delle carte di credito delle vittime, usate da lei e da Palmieri dopo l'omicidio. Le spese effettuate in 24 ore sono state di 3750 euro per beni non di prima necessità, fra cui abiti. In base alle indagini dei carabinieri, emerge che le carte sarebbero state usate quasi sicuramente dalla donna, in quanto Palmieri non era abituato a usare strumenti di pagamento elettronici. L'uso del bancomat in qualche caso risulterebbe abbinato all'utilizzo di una carta punti per la spesa. Le indagini dei militari proseguono comunque «a tutto campo» per verificare se le responsabilità del delitto si esauriscono nelle due persone fermate. I due, nella fase di progettazione del triplice omicidio, a quanto emerso dalle indagini e dai tabulati telefonici, avrebbero condiviso il proposito di recarsi nella abitazione degli Allione a Caselle per rubare.

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