Le ragioni di molti problemi della giustizia «sono riconducibili non già a un eccesso di interventismo della magistratura - segnatamente di alcune frange di quella requirente, che si opina essere marcatamente politicizzate - bensì al vuoto lasciato dalla politica». Non usa mezzi termini il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, parlando delle ricorrenti polemiche circa lo squilibrio di poteri che esisterebbe fra politica e magistratura E va avanti: «La politica non è stata in grado di rinnovare compiutamente la propria connotazione e organizzazione, adeguandole in maniera fedele alle esigenze autentiche dei cittadini». «Nell’anno appena decorso, forse più che in passato, la "giustizia penale" è stata al centro di polemiche, talvolta anche aspre. Uno scenario complesso, cui si sono aggiunte le minacce, anche di morte, a magistrati del pubblico ministero, addirittura dall’interno delle carceri. Le istituzioni hanno il dovere di darsi carico, con una risposta unanime e della massima fermezza di questi attacchi». È convinto della «piena correttezza dell’azione della magistratura requirente negli anni più recenti, tale da far apparire immeritate e infondate le critiche che ad essa sono state spesso rivolte». Nella relazione si legge: «Mai gli uffici del pubblico ministero hanno operato per finalità diverse da quelle di giustizia e, dunque, mai vi è stata una deplorevole strumentalizzazione della funzione giudiziaria per scopi diversi da quelli ad essa propri» ha aggiunto Ciani, commentando: «Possono essere stati commessi errori: ma sento di poter escludere, con tranquillante certezza, che l’azione penale abbia inteso perseguire finalità politiche che non le appartengono». E ancora: «Il breve tempo trascorso - ammette Ciani - non consente di fare un bilancio definitivo sugli effetti acceleratori dell’introduzione del cosiddetto "tribunale dell’impresa" e degli altri provvedimenti del 2012. Sicuri effetti positivi deriveranno, invece, dalla reintroduzione della mediazione civile». Un mondo, quello civile, che ancora non è riuscito a dare risposte concrete ai cittadini, che ogni giorno combattono con procedimenti che vengono rinviati di molti anni. E che, ancora, non è riuscito a smaltire un arrestato che è poi una delle cause dei rinvii e dell’affanno della giustizia.
Il pg Ciani: «Risposte ferme contro gli attacchi ai magistrati»
Le ragioni di molti problemi della giustizia «sono riconducibili non già a un eccesso di interventismo della magistratura - segnatamente di alcune frange di quella requirente, che si opina essere...
