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Basta proclami Rilanciamo la scuola italiana

di Claudio Lo Tufo Quando si parla di formazione, il rischio di imbattersi nell’ennesima polemica è fin troppo facile. Quello che dovrebbe essere il motore dei giovani e del lavoro, in questo...

Quando si parla di formazione, il rischio di imbattersi nell’ennesima polemica è fin troppo facile. Quello che dovrebbe essere il motore dei giovani e del lavoro, in questo maledetto Paese è diventato troppo spesso materiale da scandalo giornalistico. Ci sono i fondi buttati al vento, le crisi di identità delle strutture regionali addette alla formazione, poi gli interessi nell’ambiente sanitario, quelli dei sindacati e chi più ne ha, più ne metta. Il fatto è che, al netto degli abusi, la formazione intesa nel suo concetto più allargato è un valore assoluto in un Paese industrializzato come il nostro. Del resto, con buone scuole si costruiscono buoni cittadini, con ottime università si dà linfa nuova e innovativa al sistema Paese e con una buona riqualificazione di chi perde il lavoro si risolve un dramma umano e sociale. La politica, d’altronde, ha sempre usato il tema della formazione in campagna elettorale, perché è un dato di fatto che gli elettori tengano particolarmente all’argomento, ma alla fine dei conti i risultati in Italia sono scadenti. Sia chiaro, best practices ce ne sono, il problema è che i risultati della formazione non dovrebbero fare notizia, ma essere una prassi più che consolidata. C’è anche da dire che utilizzare la formazione come deus ex machina dei problemi del lavoro, pare di certo una stupidità. Non sarà un maggiore livello culturale e professionale a traghettarci fuori dalla crisi, ma di certo è un tassello significativo se coniugato a tutto il resto. In fin dei conti quello sulla formazione in qualunque altro Paese del mondo sarebbe un dibattito sterile, perché è come immaginare di costruire una barca senza la benzina, ma pare che, in Italia, navigare a vista sia il modus operandi di chi impone le decisioni. Di sicuro qualcosa si muove, il ciclone Renzi ha rimesso in primo piano temi come formazione, lavoro e scuola. Intanto, in attesa di una riorganizzazione dell’offerta formativa italiana, raccontiamo qualche eccellenza e quella bella prassi che molte scuole stanno intraprendendo: gli Open Day. Un momento d’incontro che rinsalda il legame profondo che scorre tra famiglia e scuola.

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