Avevano preparato un dossier di 54 pagine con foto e descrizioni dettagliate delle aree piu' inquinate della Terra dei fuochi da consegnare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con questa speranza una decina di persone, arrivate da Giugliano e dal quartiere Pianura di Napoli, si sono raccolte nei pressi di villa Rosebery, dove Napolitano sta trascorrendo alcuni giorni, per dare vita a una fiaccolata. I manifestanti si sono avvicinati a piedi al cancello d'ingresso della villa, accompagnati dalle forze dell'ordine, che per un paio di volte hanno provato a dissuaderli dal loro intento. In sette sono stati fermati a un centinaio di metri dalla residenza napoletana del capo dello Stato e li' hanno deposto le fiaccole, alcune croci in legno e un cartello con alcune foto di donne morte di tumore e la scritta "Ecco perche' non sei il nostro presidente, ma il nostro carnefice". Un geometra di Pianura spiega che il dossier era un modo per "ricordare a Napolitano la devastazione compiuta in questi territori. Il presidente si chiedeva il perche' del nostro atteggiamento nei suoi confronti - aggiunge - e volevamo spiegarglielo cosi'". Una donna spiega: "Siamo stati accusati di non vigilare sulla nostra terra, ma ora che lo facciamo ci chiudono i cancelli e si barricano nei palazzi". Come si era gia' letto sui social network in questi giorni, i manifestanti ribadiscono quanto detto sulla lettera inviata al parroco di Caivano don Patriciello da Napolitano, che "rappresenta un'ulteriore onta per questa gente da parte di una persona che finora ha sempre taciuto".
Protesta contro Napolitano a Villa Rosebery
In sette sono stati fermati a un centinaio di metri dalla residenza e lì hanno deposto fiaccole e alcune croci in legno
