«Siamo sicuri di essere dalla parte della verità, inizieremo le querele nei confronti dei giornalisti che scrivono cose false». È l'avvertimento che ha fatto Felice Massaro, uno degli organizzatori della conferenza stampa a Roma in difesa del metodo Stamina si ieri mattina . Ai giornalisti presenti qualcuno ha più' volte gridato «Assassini» e «Vergogna». Massaro, che è anche nonno di Federico, uno dei piccoli pazienti in cura a Brescia, ha anche chiesto pubblicamente che la Procura di Torino, e in particolare il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, «inizia a indagare anche sulla fuga di notizie per quanto riguarda i dati contenuti nelle cartelle cliniche». Alla conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche dei genitori dei piccoli malati e i malati stessi, c’è stato un momento di tensione fra i genitori e i giornalisti presenti dopo che una mamma ha minacciato i giornalisti mettendoli in guardia su quello che scrivono. In un'atmosfera da stadio, con tutti i familiari che si sostenevano reciprocamente, e' intervenuto anche il neurologo Marcello Villanova che lavora presso l'ospedale Nigrisoli di Bologna. «Quello che chiediamo - ha detto - e' che si apra un dialogo sul metodo Stamina che non puo' essere in nessun modo paragonato al caso Di Bella. Io non lavoro per Stamina ma sono favorevole a un approfondimento di questo metodo perchè nessuno po’ dire di avere la verita». Alla conferenza non hanno partecipato Guido Ponta e Caterina Ceccuti, i genitori della piccola Sofia, la bimba di Firenze affetta da leucodistrofia metacromatica che da un anno effettua presso gli Spedali Civili di Brescia le infusioni con il metodo Stamina. Le condizioni della piccola si sono infatti aggravate nelle ultime ore e hanno richiesto un ricovero presso l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Ad annunciarlo su Facebook papà Guido, che, a sua volta, attacca i media: «Oggi per i nostri figli si gioca una partita importantissima perché cercheremo, mostrando i certificati medici che attestano i miglioramenti e la totale assenza di effetti collaterali, di ripristinare almeno un po' di verità e giustizia calpestate dalla macchina del fango mediatico che in questi giorni sta cercando di sotterrare Stamina». «Chi ha detto che non c'è nessun risultato merita di andare sotto processo per interferenza di attività salva vita», è la posizione del medico Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, che ipotizza l'esistenza di un complotto per bloccare la ricerca: «È un problema di criminalità organizzata, un gruppo di persone a livello molto alto ha deciso di consigliare così la ministra - ha detto -. Esiste un complotto mirante a negare anche l'evidenza pur di bloccare sia le terapie compassionevoli a Brescia che la sperimentazione votata dal Parlamento». Ma proprio contro queste parole di Andolina, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato azioni legali. E Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, è intervenuto prontamente a difendere il suo collega: «Credo che Andolina sia in un momento di grande stress e ha fatto sicuramente affermazioni pesanti. Ma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, valuti la provocazione come tale e pensi a tutte le volte che Stamina non ha fatto ricorso alle vie legali, nonostante le falsità diffuse da più parti». Intanto, il ministro della Salute ha selezionato i nomi che comporranno il Comitato scientifico in esecuzione dell'ordinanza del Tar del Lazio (che ha sospeso la nomina del primo comitato, giudicato non imparziale) e tenuto conto di quanto indicato dall'Avvocatura generale dello Stato presideuta dalla figura di Mauro Ferrari. «Assolutamente insoddisfatto per il nuovo comitato scientifico chiamato a valutare il protocollo Stamina. Almeno un componente, Antonio Uccelli, si è già espresso contro e mancano personalità aperte al metodo. Non vengono rispettate le indicazioni del Tar». Davide Vannoni 'boccià il nuovo team di esperti nominati della Lorenzin
Stamina, i malati: «Cura non è flop»
Attacco ai dati diffusi da Brescia e ai giornalisti
