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«A chi trova quella prova regalo un prosciutto»

Franco Avallonef.avallone@iltempo.it Era l’agosto del 2010 quando Ezio Stati, ex tesoriere abruzzese dello scudocrociato fu arrestato e sua figlia Daniela, assessore regionale alla Protezione...

Era l’agosto del 2010 quando Ezio Stati, ex tesoriere abruzzese dello scudocrociato fu arrestato e sua figlia Daniela, assessore regionale alla Protezione Civile, diventata poi una star del web per la telefonata intercettata con Guido Bertolaso, fu interdetta. Apriti cielo. Secondo il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, padre e figlia, erano implicati in un'attività illecita «al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009». Che botto: Ezio Stati, già condannato per finanziamento illecito ai partiti, all’epoca di Tangentopoli, nel 2000, quando era capogruppo regionale di Forza Italia, fu costretto alle dimissioni perché passò in giudicato la sentenza di condanna. Ieri il colpo di scena: il Gup di Avezzano, Andrea Taviano, ha annullato le imputazioni a suo carico e a carico della figlia, del marito di Daniela Stati, Marco Buzzelli, del titolare della società Selex, Sabatino Stornelli, e dell’ex deputato, Vincenzo Angeloni. Ma c’è di più: Ezio Stati ha offerto una ricompensa di diecimila euro, un prosciutto e un pezzo di baccalà a quel giornalista o a chi riuscirà ad autarlo. Come? «Andando a trovare la delibera regionale firmata da mia figlia il 19 dicembre 2009 in base alla quale i magistrati dell’Aquila mi hanno arrestato», spiega Ezio Stati. In efffetti la storia a questo punto si fa torbida; il Gup ha dichiarato nullo l’intero capo di imputazione, rimandando il fascicolo alla Procura di Avezzano per ripartire dalle indagini. Le accuse e le circostanze accusatorie, infatti, sono state giudicate confuse e imprecise al punto da non consentire la difesa degli imputati. Nel caso di Ezio Stati, poi, le accuse si riducono alla sola corruzione, attraverso il dono di un televisore ed un anello, dopo una telefonata di Stornelli che lo informava dell’avvenuta firma di una convenzione in suo favore per la quale si doveva festeggiare. «Se l’atto non esiste - chiude Stati - ho subito un abuso». La caccia è aperta. Un prociutto a Natale fa sempre comodo.

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