Ha passato la sua prima notte dietro le sbarre Gabriele Paolini, il disturbatore tv ed ex starlette del porno, finito agli arresti con la pesantissima accusa di induzione alla prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Paolini è stato portato nel penitenziario di Regina Coeli ieri sera, dopo i rilievi di rito effettuati nella caserma dei carabinieri di via In Selci che hanno condotto le indagini sull’ennesimo caso di prostituzione minorile che ha investito la Capitale. Una situazione delicata quella dell’indagato che è stato alloggiato nell’ottava sezione del carcere di Trastevere: una sezione protetta con regime di grande sorveglianza decisa dai vertici carcerari per evitare che lo stesso Paolini possa subire le ritorsioni degli altri detenuti che, in situazioni legate al mondo della violenza sui minori, tendono a cercare una forma «personale» di giustizia. Paolini non è in isolamento, ma si trova in una sezione particolare del carcere – l’ottava appunto – in cui vengono rinchiusi quei detenuti ritenuti «sensibili». Non sono inconsueti infatti gli episodi di violenza maturati in carcere nei confronti degli accusati di abusi su minori. Appena la settimana scorsa infatti la madre di una delle due baby squillo dei Parioli era stata trasferita in isolamento dopo le minacce e le botte ricevute dalle sue compagne di cella. Su suggerimento dello psicologo della casa circondariale poi è stata disposta una particolare forma di vigilanza costante da parte della polizia penitenziaria per evitare episodi di autolesionismo da parte dello stesso detenuto. Una situazione paradossale quella di Gabriele Paolini, fermato dai carabinieri dopo avere finito di registrare una trasmissione radiofonica in un’emittente privata romana. Lo stesso disturbatore televisivo infatti – passato alla storia per essere stato preso a calci in diretta da un esasperato Paolo Frajese durante un collegamento video – sempre in cerca di visibilità mediatica, appena pochi mesi fa aveva postato sui social media una petizione che invocava la pena di morte per gli stupratori e i pedofili. Sul proprio post Paolini faceva la voce grossa accennando ad un episodio di violenza subito all’età di quindici anni; episodio che gli avrebbe fatto maturare – scriveva risoluto prima che un fotografo di Riccione, storia di pochi giorni addietro, interessasse i carabinieri per quelle foto mandate a stampare sulla riviera romagnola da un anonimo studio di via Nomentana – una profonda avversione verso chi si approfittava degli adolescenti, soprattutto di quelli in difficoltà economica. Un post paradossale viste le accuse pesantissime che pendono sul capo di Paolini che sarà sentito dai magistrati che seguono l’inchiesta mercoledì prossimo.
L’incursore televisivo è rinchiuso in una sezione protetta
Ha passato la sua prima notte dietro le sbarre Gabriele Paolini, il disturbatore tv ed ex starlette del porno, finito agli arresti con la pesantissima accusa di induzione alla prostituzione minorile...