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Un arrestato: «Io e Ruby? Pensavo fosse maggiorenne»

Un fiume di prostitute, alcune delle quali minorenni. Gli atti della procura di Roma svelano nuovi retroscena

Un fiume di prostitute, alcune delle quali minorenni. Gli atti della procura di Roma svelano nuovi retroscena. A partire dalla presenza di altre donne, che sarebbero sotto i 18 anni. Come il caso di Rubi, prostituta della scuderia di «Mimmì», al secolo Mirko Ieni. La donna, in corso di identificazione, potrebbe essere minorenne, anche se al momento i magistrati hanno pochi elementi per dimostrarlo. Ma un particolare sembrerebbe ormai acquisito: tra le squillo c’erano anche donne «costrette a farlo, obbligate». Il quadro, di estremo degrado, è disegnato dal 29enne romano Michael Mario De Quattro. L’uomo è stato arrestato con le accuse di concorso in sfruttamento della prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico connessa alla realizzazione di immagini delle minori in atteggiamenti sessualmente provocanti. In particolare, a detta della procura, avrebbe scattato alcune immagini alle due baby-prostitute di 15 e 14 anni, ricattandole in un secondo momento. Avrebbe chiesto il pagamento di una «stecca» da 1.500 euro affinché non divulgasse quel materiale pornografico. Immagini «scabrose», come le definisce la magistratura, che ritraggono le due ragazzine in pose hard. Secondo il racconto che fa alla procura, «non sapevo che le ragazze fossero minorenni. Non ho chiesto loro alcun soldo». Poi parla di Ruby, che secondo il suo giudizio «non è minorenne», anche se in merito mancherebbero conferme certe. Racconta che «io ho dato i soldi alla ragazza con cui sono stato (…) dopo il rapporto avuto ho accompagnato un’altra ragazza che mi ha detto che era costretta a prostituirsi, che era obbligata». Di Ruby, inoltre, ne parla ampiamente anche lo stesso «Mimmì» con una sua amica anche lei prostituta, che dimostra di essere a conoscenza di tutti i fatti e che, anzi, svolge un ruolo attivo nel trovare l’abitazione della vergogna di viale Parioli. Ed è proprio della casa che i due parlano, in quanto «con una casa qui a Roma faccio i miliardi», dice l’uomo. «Senti a me Mi (sta per Mimmì, ndr) io non posso sta a sbatte la testa a destra e sinistra io devo lavorà devo…». «…Pure Ruby - risponde Ieni - che doveva andarla a vedè (la casa, ndr) venerdì ma per me venerdì già è tardi non mi può fregà di meno siccome se io c’ho una casa queste due mi vengono lì dentro (…) tutte e due a me fanno 600 euro al giorno». «E menomale - ribatte la donna - mamma mia!» Un contesto ambientale degradato, quello che sta svelando l’inchiesta, e che dimostra come un manipolo di uomini sia riuscito a «deviare» il comportamento di adolescenti. Ci sono, per esempio, le continue fughe di casa della piccola 14enne prostituta. Un fatto che emerge da un’ennesima denuncia presentata dalla povera madre ai carabinieri della stazione Salaria. La donna, prima di raccontare la nuova fuga, ricostruisce un precedente allontanamento sull’isola di Ponza. «Il giorno successivo del ritrovamento di mia figlia a Ponza, mi recavo presso l’isola ove mi consegnavano mia figlia. Subito dopo uscita dalla caserma dei carabinieri mi sono recata a casa sua dove era alloggiata per prelevare i suoi bagagli. Tuttavia prima di giungere alla sua presunta casa, la ragazza si rifiutava di farmi entrare e diventava aggressiva verbalmente contro di me». «A questo punto - continua - saliva da sola a casa (dove evidentemente c’era un uomo, ndr)». Spiega, poi, che nel «pomeriggio sono partita lasciando mia figlia a Ponza poiché non voleva venire con me a Roma. È diventata molto aggressiva e mi ha minacciato. Tengo a precisare che essendo sull’isola mi veniva difficile fare intervenire i medici per un trattamento sanitario obbligatorio». Nel corso della deposizione, si legge nell’atto, «giungeva la telefonata» della figlia. La giovane, è riassunto documento della procura, «affermava che la sera precedente era andata in discoteca, di aver fatto tardi, (…) e di trovarsi presso l’abitazione di un suo amico in via San Valentino».

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