Innalzato l’allarme sicurezza per la manifestazione di oggi davanti Montecitorio indetta dai Movimenti per il diritto all’abitare. Durante la Conferenza Stato-Regioni-Comuni, infatti, che inizierà alle 12 con l’obiettivo di definire un decreto sulle politiche abitative a livello nazionale, il rischio di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine è altissimo. Secondo informazioni in possesso dell’intelligence, infatti, nelle intenzioni dei promotori della protesta, insoddisfatti del primo incontro con il ministro Maurizio Lupi del 22 ottobre, ci sarebbe l’intenzione di innalzare il livello dello scontro sulla via intrapresa il 19 ottobre, arrivando ad occupare piazza Montecitorio ben oltre il limite imposto dalle forze di polizia. Un vero e proprio assedio, che parte alle 11, e che rischia di innescare una escalation di violenza sfiorata il 19 ottobre durante l’ultimo corteo. Ipotesi questa ventilata anche nell’intervista rilasciata dall’attivista Luca Fagiano e pubblicata su alcuni siti d’area, dove annuncia «una giornata piena di sorprese». La proposta dell’assedio, infatti, era stata lanciata già il 22 ottobre dopo la riunione nella sede del ministero delle Infrastrutture tra una delegazione dei Movimenti, il sindaco di Roma Ignazio Marino e appunto il ministro Lupi. Subito dopo l’incontro, infatti, i rappresentanti dei Movimenti avevano espresso tutta la loro insoddisfazione per l’indisponibilità del tavolo ad accettare le loro istanze. Dal presidio di Porta Pia hanno fatto sapere che «il ministro ha sostanzialmente ribadito l’indisponibilità del governo ad impegnarsi con misure urgenti sui temi della casa e del reddito, rimanendo ancorato alla politica dell’investimento nelle grandi opere e nei grandi eventi-vetrina». Per questo motivo, in concomitanza con la Conferenza di questa mattina è stato lanciato un nuovo assedio: quello di oggi sotto i palazzi del potere. In piazza dovrebbero arrivare, dunque, migliaia di persone , anche da altre parti d’Italia. La chiamata, infatti, dopo il 22 ottobre, è continuata anche sui principali social network e sui siti d’area con una sola parola d’ordine: “assedio”. Si profila quindi una giornata calda, dove le possibilità di scontri sono suffragate anche da altre dichiarazioni dei Movimenti apparse sempre sui siti d’area: «La riproposta di una nuova giornata di assedio – scrivono - si rende a questo punto necessaria per condizionare dall'esterno le molto modeste proposte del ministro Lupi e le pilatesche prese di posizione a favore di una moratoria invernale avanzate formalmente da diversi sindaci di grandi città. Non potendosi accontentare delle buone intenzioni dichiarate da qualche sindaco, i movimenti tornano dunque in piazza». Le varie riunione dei movimenti d’area antagonista, infatti, che si sono susseguite negli ultimi giorni, sono servite a compattare le fila e reclutare altre persone per innalzare oltremodo il livello di scontro, approfittando della vetrina mediatica offerta dalla Conferenza di oggi. Perché il grido di battaglia, apparso su tutti i social network da giorni, recita: “Il 19 ottobre è stato solo l’inizio e ora non vogliamo fermarci più: movimento continuo”. E non c’è da stare allegri.
«Assedio a Montecitorio» Allarme dell’intelligence
Oggi movimenti per la casa in piazza