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«La fede non è un conto in banca»

Il Papa dialoga con i fedeli in piazza: come va la gioia a casa vostra?

«Sai papà, ho visto due palloncini attaccati a quella croce su quella colonna alta alta (l’obelisco, ndr) e ho pensato che anche Gesù faceva festa con noi...». Giulia, bambina romana di 5 anni e mezzo, ha raccontato così a suo padre la grande festa delle famiglie di sabato in piazza San Pietro con Papa Francesco. Insieme alla mamma e a due fratellini era sul sagrato, tra gli 800 bambini che si sono affollati accanto al Pontefice. La loro famiglia fa parte dell’Associazione famiglie numerose, presente in massa al pellegrinaggio per l’Anno della fede. Come la famiglia di Federica, la bambina che, emozionatissima, ha raccontato al Papa come ha imparato a farsi il segno della croce. Storie di famiglie normali, che si sforzano di andare avanti con dignità malgrado la crisi e che vogliono testimoniare con l’esempio la bellezza e la gioia della fede. Ieri hanno ricevuto di nuovo l’incoraggiamento del Papa. «A me piacerebbe fare una domanda - ha detto nell’omelia riferendosi alla gioia - Ognuno la porta nel suo cuore, a casa sua, eh? Come va la gioia, a casa tua? La gioia vera che si gusta nella famiglia - ha proseguito - non è qualcosa di superficiale, non viene dalle circostanze favorevoli... Viene da un’armonia profonda tra le persone, che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita». Il Papa ha anche spiegato che «alla base di questo sentimento di gioia profonda c’è la presenza di Dio nella famiglia, c’è il suo amore accogliente, misericordioso». E soprattutto «un amore paziente: la pazienza è una virtù di Dio e ci insegna, in famiglia, ad avere questo amore paziente. Se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è lievito per tutta la società». Francesco ha esortato a pregare insieme «perché tutte le famiglie abbiamo bisogno di Dio» e ha invitato a non conservare la fede «in una cassaforte». Citando la lettera di S. Paolo a Timoteo, ha ricordato che «non l’ha nascosta sottoterra, come quel servo un po’ pigro. San Paolo paragona la sua vita a una battaglia e a una corsa. Ha conservato la fede perché non si è limitato a difenderla, ma l’ha annunciata, irradiata, l’ha portata lontano». L’apostolo si è opposto a quanti volevano «imbalsamare il messaggio di Cristo» facendo «scelte coraggiose». Per questo il Papa si è chiesto «in che modo noi, in famiglia, custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi, come un conto in banca, o sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza?». E ha concluso ricordando che «le famiglie, specie quelle giovani, sono spesso "di corsa"; ma qualche volta ci pensate che questa "corsa" può essere anche la corsa della fede?».

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