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La Capitale non si prenda le colpe che non ha

Ora però non si ricominci con la solita litania su «Roma città omofoba». Questa grande città provinciale ha tanti difetti, certo, ma non si può dire che non sia accogliente. La comunità gay-lesbo può...

O ra però non si ricominci con la solita litania su «Roma città omofoba». Questa grande città provinciale ha tanti difetti, certo, ma non si può dire che non sia accogliente. La comunità gay-lesbo può contare e ha potuto contare, oltre ogni colore politico dell’Amministrazione, sulla possibilità di combattere per i propri diritti utilizzandola come palcoscenico mondiale. Roma è la città dove ogni anno si celebra quell’allegra e coloratissima manifestazione del Gay pride. A due passi dal Colosseo i ragazzi omosessuali hanno "monopolizzato" l’ultima parte di via San Giovanni in Laterano fino a cambiarle il nome in Gay Street. D’inverno, ragazzi e ragazze che preferiscono divertirsi lontano dall’universo etero possono contare su tantissimi locali notturni frequentati per lo più da omosessuali. D’estate, all’Eur, il divertimento è assicurato in quel meraviglioso spazio del Gay Village, frequentato da eterosessuali, famiglie e gay senza alcun problema di convivenza. Allo stesso modo, in tutti gli altri templi della movida capitolina etero e omo ballano spalla a spalla. Senza alcun pregiudizio. La tragedia di questo ragazzo che si è lanciato dal sesto piano sulla Casilina non venga strumentalizzata. I giovani sono fragili, fragilissimi, tutti. La cronaca docet. Ci insegna che sì, si può e si deve fare di più per i diritti dei gay. Ma anche che gli imbecilli pronti a trasformare in diversità quella che dovrebbe essere normalità, sono ovunque, non solo a Roma.

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