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Priebke: «I comunisti volevano la rappreseglia»

La video-intervista testamento dell’ex ufficiale delle Ss tedesche. Il prefetto vieta la tumulazione della salma nel territorio della provincia di Roma. E smentisce che vi sia stata la mano dei servizi segreti sul trasferimento della bara a Pratica di Mare

Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha firmato un'ordinanza con la quale si dispone il «divieto di tumulazione della salma di Erik Priebke, ex Ufficiale delle Ss tedesche, morto a Roma l'11 ottobre scorso, all'interno del territorio della provincia di Roma», «al fine di scongiurare il pericolo, altamente probabile, della presenza di contrapposte e violente fazioni presso il luogo di sepoltura, nel corso della cerimonia di tumulazione e in futuro, con conseguenti turbative e gravi ripercussioni per l'incolumità delle persone e l'ordine pubblico». Lo sottolinea in una nota la prefettura di Roma. La Prefettura ha smentito le notizie circolate sul trasferimento della bara a Pratica di Mare. «In merito alle notizie comparse sugli organi di stampa a seguito del trasferimento della salma di Priebke presso l'area dell'Aeroporto militare di Pratica di Mare, in quanto luogo sicuro e controllato, si precisa che lo stesso è stato disposto, sempre per motivi di ordine pubblico, con ordinanza del Prefetto e che è escluso, in modo categorico, qualsiasi coinvolgimento dei servizi segreti». «Il capitano Schultz era già stato in guerra nel fronte contro i russi ed era più abituato alla morte e alle rappresaglie. Per me e gli altri era una cosa terribile». Sono le parole di Erich Priebke, in una video-intervista diffusa oggi, a quasi una settimana dalla sua morte, avvenuta l'11 ottobre scorso. In questo passaggio dell'intervista l'ex ufficiale delle SS fa riferimento all'eccidio delle Fosse Ardeatine. «Non era possibile rifiutarsi - sottolinea Priebke -. Schultz disse a tutti che era un ordine di Hitler, chi non voleva farlo era meglio che si mettesse con le altre vittime perchè sarebbe stato anche lui fucilato». Su via Rasella, «il Gap comunista ha fatto un attentato alla Polizia tedesca. Questo attentato fu fatto sapendo che dopo ci sarebbe stata la rappresaglia. Quando Kesselring ha preso il comando in Italia ha fatto mettere sui muri un avviso che spiegava che qualunque attentato contro i tedeschi era punito con la rappresaglia. Loro lo hanno fatto di proposito perché pensavano che una nostra rappresaglia poteva creare una rivoluzione della popolazione». Così Erich Priebke, nel video intervista diffuso dal suo avvocato Paolo Giachini. Al termine della video intervista diffusa dal legale di Priebke, viene mostrato uno stralcio della dichiarazione resa dall'ex ufficiale delle SS davanti al gup del tribunale militare di Roma, Giuseppe Manzi, il 3 aprile del 1996. «...sento dal profondo del cuore - si legge - il bisogno di esprimere le mie condoglianze per il dolore dei parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine...come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto, per me l'ordine di partecipare all'azione fu una grande tragedia intima....io penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel dolore».

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