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Le città intelligenti partono da Bologna

Riflessioni e progetti dell’intero comparto edile nella Fiera emiliana La riqualificazione del patrimonio è il «pilastro» della metropoli futura

La ripresa del Paese parte anche dal mattone. È il guanto lanciato dal SAIE che compie 49 anni, maturando una formula che riassume il senso dell’impegno: «Better building & smart cities». Ossia: costruire meglio, in città intelligenti. Il cambio di rotta del comparto edilizio richiama il piano di 40 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni, lanciato da Barack Obama. Nel discorso al congresso sullo «stato dell’Unione», il Presidente degli Stati Uniti ha sintetizzato l’obiettivo in uno slogan: «Fix it First», come dire «prima di tutto aggiustare». Un programma che nel Salone dell’Innovazione edilizia si traduce in un’agenda fatta di contenuti e impegni precisi per tutti gli operatori del settore che hanno a cuore riqualificare il patrimonio italiano: abitativo, infrastrutturale e di pubblica utilità. Ma l’impegno richiesto non deve solo liberare il settore delle costruzioni dalla morsa della crisi. Piuttosto deve preparare il nostro Paese ad affrontare con il dovuto anticipo la scadenza fissata dalla Comunità Europea: entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a «energia quasi zero». Prescrizioni chiare che l’Europa impone agli Stati membri: fissare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione energetica e disciplinare i controlli sugli impianti di climatizzazione. Puntare su efficienza e gestione intelligente, in una logica che consideri l’intero contesto urbano e non solo il singolo edificio, è una delle declinazioni del costruire meglio per città intelligenti. Su come farlo, la parola passa alle aree espositive di SAIE, che si presentano come una full immersion variegata. Ce n’è per tutti: dai centri di ricerca agli spazi dedicati ai progetti innovativi, dal costruire sostenibile al costruire sicuro. È qui che sono presenti i settori dei materiali da costruzione ad uso strutturale e le tecnologie riguardanti gli argomenti connessi: la sismica, la geotecnica, la manutenzione e il consolidamento. Temi caldi per Conpaviper, Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi, oltreché Federbeton, che presenta innovazioni tecnologiche per «reinterpretare il cemento come materiale in grado di rispondere alle nuove esigenze di costruire sostenibile», anticipa Sergio Crippa, presidente Federbeton. Chi preferisce saperne di più sul legno, Piazza AbitareDomani offre la possibilità di passeggiare su 2500 metri quadri interpretati da Lignius, l’Associazione Italiana Case Prefabbricate in Legno: il settore della bioedilizia è passato dallo 0,5% di quota sul mercato globale nel 2008, al 6% nel 2012. In Italia vengono realizzate circa 6.000 nuove costruzioni in legno che, seguendo le moderne tecnologie, riescono a far abbattere i consumi energetici del 90%. Dettaglio non trascurabile, come lo è il tema della sismica, presente in due spazi attigui: sismo e ricostruiamo l’Emilia, dove non mancheranno di entusiasmare i visitatori workshop e seminari dedicati alle tecniche di ristrutturazione e consolidamento strutturale e non, con una grande attenzione agli aspetti applicativi.

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