Mentre il mare continua a restituire i corpi delle vittime del naufragio di Lampedusa, si comincia a pensare al futuro dei 155 sopravvissuti. E tiene banco la proposta del sindaco Marino di ospitarli a Roma. Una proposta al centro anche di un breve incontro con il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, a margine della commemorazione del 70° anniversario della liberazione del campo di Ferramonti di Tarsia, che si svolta ieri mattina in Campidoglio. «Con Marino - ha detto il ministro - c'è una condivisione dei percorsi sull'accoglienza, perché sia io che il sindaco vogliamo portare avanti dei progetti d'integrazione e di accoglienza, fondamentali sia per il lavoro di un amministratore che per il mio ministero, che può avere così risposte concrete sul territorio». Però se è giusto affrontare il tema dell’accoglienza, non si può certo trascurare l’aspetto economico. In passato, lo Stato, tramite la Protezione civile, ha speso 42 euro al giorno per ogni «ospite», 80 se minorenne. I conti sono presto fatti: se fossero tutti adulti, a quelle cifre si tratta di oltre 6500 euro al giorno. Facile capire la portata di una simile «invasione» che fa gola a molte realtà che operano nel settore dell’assistenza sociale. Il ministro Kyenge, ieri mattina, ha detto che dei «dettagli si discuterà più avanti». Ma intanto le strutture si attrezzano. I profughi dovrebbero arrivare nella Capitale già in questa settimana. Diverse le strutture coinvolte. In prima fila ci sarebbe la Cooperativa 29 Giugno. Coop rossa, ovviamente. Nata nel 1985 con un capitale sociale di 300.000 lire, per far coltivare pomodori ai reclusi di Rebibbia, sotto l’ala protettrice dell’attuale garante dei detenuti Angiolo Marroni, è cresciuta rapidamente fino a occupare circa 1000 soci-dipendenti e a fatturare 50 milioni di euro l’anno. La cooperativa, che ha tra i suoi scopi anche il reinserimento sociale di ex detenuti, si occupa prevalentemente di gestione ambientale (manutenzione del verde e rifiuti) ma ha «differenziato» le sue attività nell’assistenza alle fasce più deboli, come senza fissa dimora e, appunto, immigrati. Una delle società (a responsabilità limitata) del gruppo, la Sarim Immobiliare, partecipata al 48,33% dalla Coop 29 Giugno, possiede un ex convento a Castelverde di Lunghezza mentre la coop Eriches 29, sempre espressione dello stesso gruppo, si occupa di persone immigrate e richiedenti asilo, anche se da alcuni anni ha ampliato i destinatari dei suoi servizi (donne singole, minori non accompagnati, senza fissa dimora). Un’altra cooperativa sociale che sarebbe coinvolta nell’accoglienza dei profughi sbarcati a Lampedusa è la Eta Beta. Una realtà nata nell’ottobre 2011 come Centro di pronta accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Proprio questa specificità avrebbe fatto sorgere un piccolo caso: sembra, infatti, che dal Comune abbiano intenzione di inviare nella struttura un certo numero di adulti mentre alla Eta Beta si occupano sostanzialmente di minori. Il Centro, aperto il 1. dicembre 2011 alla Borghesiana, dalla fine dello scorso luglio si è trasferito in via Tiburtina, nel centro Gerini, gestito dai salesiani. Attualmente la struttura ospita un’ottantina di ragazzi bengalesi ed egiziani. Il terzo centro che dovrebbe ospitare parte degli immigrati è la Casa della Pace in via Casilina. Ora si attendono le decisioni ufficiali dell’amministrazione capitolina. «Spero che la terribile emergenza di Lampedusa e la disponibilità del sindaco Marino ad accogliere parte dei rifugiati non porti a nuove situazioni di sperpero e di mancata trasparenza, così come avvenuto recentemente per l'emergenza nord Africa gestita dalla Protezione Civile nazionale» ha dichiarato in una nota il consigliere regionale de La Destra Fabrizio Santori. Intanto per agevolare al massimo l'accesso alle informazioni disponibili, l'Ufficio Ricerche Centrale della Croce Rossa ha attivato una casella di posta elettronica dedicata. Ogni informazione relativa al destino delle persone che hanno trovato la morte nel drammatico incidente o che sono sopravvissuti può essere inoltrata tramite quest'indirizzo di posta elettronica: lampedusa@familylink.cri.it. Si tratta, ovviamente, di un indirizzo riservato a parenti e amici stretti, come genitori e/o fratelli o sorelle. Da oggi sarà anche disponibile un operatore al numero di telefono: 0039 06 47592725 per fornire notizie utili.
Pronti i centri per i superstiti
Individuate tre strutture a Roma In settimana i primi trasferimenti
