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Melania uccisa in un bosco con 35 coltellate

L’AQUILA È il 18 aprile del 2011 quando Melania Rea scompare a Colle San Marco mentre si trova in gita con il marito e la figlia. Secondo il racconto del marito, il caporalmaggiore Salvatore...

L’AQUILA È il 18 aprile del 2011 quando Melania Rea scompare a Colle San Marco mentre si trova in gita con il marito e la figlia. Secondo il racconto del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, si era allontanata per fare pipì. Da quel momento si sono perse le sue tracce. Viene dato l’allarme, avviate le ricerche, ma il corpo, dilaniato da 35 coltellate, viene ritrovato solo due giorni dopo, il 20 aprile, in seguito a una telefonata anonima di un cercatore di funghi che aveva visto un cadavere nel bosco delle Casermette, nel Comune di Civitella del Tronto, in Abruzzo. Le indagini degli inquirenti si concentrano soprattutto sulla vita di Salvatore Parolisi. Racconta di aver visto la moglie allontanarsi a per andare alla toilette del ristorante “Il Cacciatore”, anche se nessun testimone ha confermato questa versione. Si presenta in televisione, piange, le dichiara amore, anche se poche ore dopo vengono alla luce diversi tradimenti e una relazione in corso, con una soldatessa. A metà luglio Parolisi viene arrestato e il 2 agosto il gip di Teramo, a cui è passata per competenza territoriale l’inchiesta, conferma il fermo del caporalmaggiore. Da quel giorno Parolisi è rimasto in carcere, dove ha studiato e conseguito anche la maturità. Non ha più visto la figlia, affidata ai nonni materni. Il 12 gennaio 2012 il gup ha dato l’ok al rito abbreviato e il 27 febbraio dello scorso anno era iniziato il processo che si è concluso il 26 ottobre 2012 con la condanna all’ergastolo. Lunedì è attesa la nuova sentenza.

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