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Festival di Sanremo colonizzato da Claudio Baglioni

All'Ariston tante canzoni e duetti col repertorio del cantautore romano

Carlo Antini
Carlo Antini

Testo e musica le mie coordinate. Nato a Foggia e romano d'adozione. La laurea in Scienze della Comunicazione e la passione per il giornalismo mi portano nella redazione de "Il Tempo". Come critico musicale collaboro con “Container" su Radio Italia Anni '60.

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Claudio Baglioni Foto: Claudio Baglioni
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Festival di Sanremo da record. E' sotto gli occhi di tutti, soprattutto dell'Auditel. Il merito è soprattutto suo, del "dittatore artistico" Baglioni che ha colonizzato l'Ariston con duetti e canzoni tratte da un repertorio pressoché infinito. Da "Questo piccolo grande amore" a "Poster", passando per "Strada facendo" e "Avrai". Ogni sera in scaletta ce n'erano almeno quattro. Tanto che al Dopofestival persino Elio gli ha detto: “Non so se sono indiscreto ma vorrei chiedere a Claudio se ci canta un suo pezzo”. E lui ha incassato bene: “Forse - ha risposto - Non mi fanno mai cantare”. In pratica abbiamo assistito alla "baglionizzazione" del Festival. E se il buongiorno si vede dal mattino chissà cosa ci aspetta l'anno prossimo...

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