Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lazio, tre punti d'oro contro lo Spezia

Decidono Immobile e Milinkovic con tanta sofferenza. Ora martedì la Champions col Bruges

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

Vai al blog
  • a
  • a
  • a

Stavolta è andata bene. La Lazio, stanca e con la testa al Bruges, passa a Cesena contro la matricola terribile Spezia conquistanndo il quarto successo esterno (su 17 punti complessivi, ben 12 sono arrivati in trasferta). Vince di misura con un pizzico di fortuna, aiutata da due pali clamorosi dei padroni di casa nel primo tempo. Partita strana, la banda Inzaghi sbanda in difesa fino al riposo ma chiude con il confortante vantaggio di due reti griffate da Immobile (gol numero 135 in 189 gare) e Milinkovic, nella ripresa controlla meglio ma Nzola accorcia sfruttando una distrazione di Acerbi e trasforma l’ultima mezzora in una sofferenza terribile. Nel mezzo i legni dello Spezia e le due reti annullate a Caicedo (fuorigioco millimetrico) e Pereira nel recupero (il brasiliano parte avanti). Finisce bene, 2-1, tre punti fondamentali per una classifica ancora deficitaria ma meno inguardabile rispetto a domenica scorsa dopo la disfatta casalinga contro l’Udinese. 
Gara equilibrata, contro una squadra ben forgiata dal tecnico Italiano considerato, a ragione, uno degli emergenti del nostro calcio. Certo, i due gol segnati dalla Lazio in avvio hanno indirizzato subito la partita e, a quel punto, la testa dei biancocelesti è andata alla supersfida di martedì contro il Bruges: in palio gli ottavi di Champions che valgono prestigio e tanti milioni di euro (almeno 15). In pratica, i biancocelesti hanno giocato al 60% ed è bastato per portare a casa la vittoria, però in chiave futura Inzaghi deve riflettere sulla prova dei suoi.
La rete subita in contropiede col doppio vantaggio con Nzola bravo a sfruttare l’errore di posizionamento di Acerbi, è un segnale che la Lazio non è in grado di gestire le partite. E tra due giorni si giocherà con due risultati su tre a disposizione, quindi, occhio a non provare a ripetere gli errori difensivo commessi a Cesena. Non si possono dimenticare i due pali colpiti da Estevez (bravo Reina) e Bastoni e le sofferenze finali con una squadra incapace di sfruttare le praterie lasciate da uno Spezia tutto sbilanciato. Più in generale è troppo evidente la differenza di concentrazione tra le partite di Champions e quelle di campionato, su questo Inzaghi deve lavorare. Sui singoli, delude Pereira, ottima prova ancora di Reina oltre a Immobile e Milinkovic, quest’ultimo finalmente al centro del gioco. Luis Alberto deve crescere, ha poche ore per ritrovarsi dopo un periodo in chiaroscuro ma c’è bisogno di lui per chiudere un girone di Champions giocato finora alla grande. Poi, ci saranno due mesi di tempo per pensare al campionato e provare a risalire in classifica.
 

Dai blog