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Paul McCartney viaggia nel passato, con Ringo Starr tornano i Beatles

Carlo Antini
Carlo Antini

Parole e musica come ascisse e ordinate

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Ringo Starr e Paul McCartney di nuovo insieme. Come ai tempi gloriosi dei Fab Four. La magia dei Beatles torna in cattedra. Il leggendario ex batterista del quartetto di Liverpool pubblica il suo quarto Ep intitolato «Rewind Forward», già disponibile in digitale, cd e vinile 10 pollici. L’album contiene quattro nuovi brani ma quello che balza subito agli occhi dei fan è «Feeling the sunlight», scritto da Paul McCartney. «Paul mi ha chiamato l’altro giorno - ha raccontato Ringo Starr - Siamo amici davvero stretti.

Siamo fratelli e per me, sai, è magnifico perché sono figlio unico». I due ex Beatles, dunque, mantengono ottimi rapporti sia personali che professionali. Recentemente hanno lavorato insieme anche alla cover di «Let it be» di Dolly Parton e alla nuova canzone dei Beatles realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. La mente, infatti, inevitabilmente torna agli anni passati nei Fab Four. «Improvvisamente ho avuto tre fratelli da amare, su cui poter contare e che potevo aiutare - ricorda Starr - È stato un grande momento per me. Penso che fosse per quella scintilla tra noi quattro. Ci capivamo e la musica era importante. Non importava se avevamo da litigare o da ridere: davamo tutti il nostro meglio. La musica è viva ancora oggi, ogni generazione ci ha ascoltato, è fantastico. Non ci devi amare ma sicuramente devi ascoltarci». La tracklist di «Rewind Forward» contiene «Shadows on the wall», «Feeling the sunlight», «Rewind Forward» e «Miss Jean». Sulla scelta del titolo, Ringo spiega che la scintilla è stata del tutto casuale. «Rewind Forward è stata una cosa che ho detto all’improvviso - ha svelato il batterista ridendo riguardo al titolo - È proprio una di quelle frasi tipo A Hard Day’s Night.

Mi è venuta in mente ma non ha un significato preciso. Stavo cercando di spiegarlo a me stesso e la cosa migliore che posso dirti è che a volte, quando vuoi andare avanti, devi prima tornare indietro». Ma le sorprese del nuovo Ep non finiscono qui. «Rewind Forward» è stato scritto con il suo sound engineer e co-writer Bruce Sugar. Gli altri brani vedono Starr collaborare con nuovi e vecchi amici, tra cui il membro degli All Starr, Steve Lukather e Joe Williams, suo compagno di band nei Toto, nel brano di apertura «Shadows on the Wall». Nella traccia finale, «Miss Jean», troviamo anche Benmont Tench e Mike Campbell degli Heartbreaker insieme a Ian Hunter, ex membro della All Starr Band. L’Ep contiene inoltre contributi di Joe Walsh, Steve Dudas, Lance Morrison, Matt Bissonnette, Torrance Klein, Weston Wilson, Kip Lennon e Marky Lennon. Tutte le canzoni sono state registrate nello studio di Ringo a Los Angeles, ad eccezione di «Feeling the sunlight» che è stata in gran parte registrata nel Regno Unito. Dopo lo scioglimento dei Beatles nel 1970, Ringo ha intrapreso la sua carriera solista riscuotendo successo con canzoni come «Photograph», «It don’t come easy» e «You’re sixteen». Negli ultimi anni ha pubblicato «Zoom in», «Change the world» ed «EP3» (quest’ultimo uscito esattamente un anno fa). Niente virtuosismi o capricci da star. Quasi un musicista della porta accanto che quel 16 agosto del ’62 ha vinto la lotteria (e il povero Pete Best ancora si morde le mani). Ringo Starr non è mai salito su alcun piedistallo. E forse è proprio questa sua normalità che celo fa sentire più vicino, più umano, più amato.

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