Messina, i corpi fra le macerie dopo il crollo dell'edificio
Sono passate più di quaranta ore da quando, nel primo pomeriggio del 30 luglio, un edificio di due piani si è sgretolato in contrada Pistunina, lungo la statale 114, nella periferia sud di Messina. E solo ora, tra il fumo che ancora si alza dalle macerie, i soccorritori hanno restituito un nome a una delle sei persone inghiottite dal crollo: è Carmelo Leone, imprenditore messinese, proprietario insieme alla famiglia dello stabile crollato. Il suo corpo è stato individuato incastrato sotto un solaio e le squadre dei vigili del fuoco sono ora al lavoro per completarne il recupero.
Restano dispersi le sue due sorelle, Sara e Rosa Leone, il marito di quest'ultima, Santino Magazzù, il domestico di origine cingalese Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica, commessa messinese che lavorava al bazar gestito da una famiglia cinese al primo piano dell'edificio.
Le operazioni di soccorso non si sono mai fermate dal momento del crollo. Squadre specializzate Usar, unità cinofile, droni e reparti Saf setacciano da ore un cumulo di detriti reso ancora più insidioso da un principio di incendio che, come riferito dai vigili del fuoco, continua a covare senza fiamme visibili ma con il rischio di riaccendersi non appena l'ossigeno torni a raggiungere le zone più calde della struttura. Una condizione che costringe i soccorritori a procedere con estrema cautela, alternando l'uso di mezzi meccanici a interventi manuali nei punti più delicati.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina, Michele Burgio, ha spiegato che le testimonianze raccolte finora - comprese quelle indirette fornite dagli operai rimasti feriti - permettono di escludere che sotto le macerie possano trovarsi altre persone oltre alle sei già censite.
Non tutte le vittime, va sottolineato, si trovavano necessariamente in casa al momento del disastro: secondo alcune ricostruzioni, i dispersi potrebbero non essere stati tutti presenti nell'edificio nell'istante esatto del cedimento, circostanza che rende ancora più delicata la mappatura delle ricerche punto per punto.
Sui social si è diffuso anche l'appello di Clelia Magazzù, figlia di Rosa Leone e Santino Magazzù, che ha chiesto di non contattare telefonicamente i genitori dispersi per non consumare la carica dei loro cellulari, utilizzati dai soccorritori come possibile strumento di localizzazione sotto le macerie.
Lo stabile crollato, risalente alla fine degli anni Ottanta, si sviluppava su circa 2.500 metri quadrati per piano: al piano terra ospitava un supermercato e altre attività commerciali, oltre a un cantiere di ristrutturazione in corso; al primo piano il bazar gestito dalla famiglia cinese; agli ultimi livelli, quattro abitazioni e un'ampia terrazza. Per molti messinesi rappresentava un punto di riferimento del quartiere, essendo stato per anni sede di un noto negozio di elettrodomestici della famiglia Leone.
Sulle cause del cedimento non c'è ancora una versione definitiva. Nelle prime ore si era fatta strada l'ipotesi di un'esplosione legata a una fuga di gas, tesi rilanciata anche dal sindaco Federico Basile; nelle ore successive, tuttavia, le autorità hanno indicato come più probabile un cedimento strutturale, senza che le due piste vengano considerate reciprocamente escludenti. Ad accertare la dinamica sarà ora la Procura di Messina, guidata da Antonio D'Amato, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo a carico di ignoti.
Sul fronte dei feriti, il bilancio resta fissato a tre persone, tutte operai impegnati nei lavori di ristrutturazione al piano terra, ricoverate al Policlinico di Messina, dove era stato attivato il piano per il massiccio afflusso di feriti. Una di loro, ricoverata in codice verde, è già stata dimessa poche ore dopo il ricovero.
Fin dai primi minuti successivi al crollo, il Comune di Messina ha attivato il Centro Operativo Comunale per coordinare gli interventi di assistenza, insieme ai Servizi sociali comunali messi a disposizione delle famiglie coinvolte. Il sindaco Basile ha assicurato un contatto costante con tutte le autorità impegnate nella gestione dell'emergenza, promettendo aggiornamenti tempestivi sull'evolversi della situazione.
Mentre la città osserva con il fiato sospeso l'evolversi delle ricerche, il pensiero di Messina è ora rivolto alle cinque persone ancora disperse, nella speranza - sempre più flebile con il trascorrere delle ore - di poterle ritrovare in vita.
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