L'intelligenza artificiale ci rende più stupidi e pigri: la conferma choc degli studi scientifici
L'intelligenza artificiale starebbe erodendo le nostre capacità, riducendo in particolare le abilità di alcuni professionisti. È quanto emerge da un articolo pubblicato su Nature. L'articolo fa riferimento a due studi dedicati al rapporto con l'IA di operatori sanitari e ingegneri informatici. Quanto al primo, la ricerca è stata condotta su medici polacchi specializzati in endoscopia. I medici, che avevano tutti eseguito almeno 2.000 colonscopie nel corso della loro carriera, hanno avuto accesso a un sistema di intelligenza artificiale che analizza le immagini delle colonscopie in tempo reale e segnala un tipo di lesione intestinale precancerosa chiamata adenoma. Lo strumento era disponibile per gli specialisti solo in alcuni giorni e non in altri.
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Una volta che i medici hanno iniziato a utilizzarlo, le loro prestazioni sono calate significativamente ogni volta che il sistema non era disponibile. Nei tre mesi precedenti all'introduzione dello strumento basato sull'intelligenza artificiale, gli specialisti hanno riscontrato almeno un adenoma nel 28,4 per cento delle colonscopie. Nei tre mesi successivi all'introduzione dello strumento, il tasso di rilevamento degli adenomi nelle colonscopie eseguite senza l'ausilio dell'IA è sceso al 22,4 per cento. I risultati, pubblicati su The Lancet Gastroenterology and Hepatology, suggeriscono che anche i professionisti altamente qualificati potrebbero peggiorare nelle mansioni richieste dal loro lavoro man mano che diventano più dipendenti dagli strumenti di intelligenza artificiale, afferma Robert Wachter, medico presso l'Università della California, San Francisco, autore di un libro su come gli strumenti di intelligenza artificiale stanno trasformando l'assistenza sanitaria. Gli autori dello studio concludono che l'esposizione continua a tali strumenti può rendere i medici "less motivated, less focused and less responsible when making cognitive decisions without AI assistance".
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Quanto al secondo studio menzionato dall'articolo di Nature, gli studiosi hanno voluto valutare la perdita di competenze nel settore dell'informatica. I ricercatori dell'azienda di intelligenza artificiale Anthropic di San Francisco, in California, hanno progettato uno studio clinico randomizzato controllato in cui a 52 ingegneri del software è stato chiesto di eseguire un'attività di programmazione di base. Durante l'esercizio, tutti i 52 partecipanti potevano cercare sul web e accedere alle istruzioni su come svolgere l'attività. A metà dei partecipanti è stato inoltre suggerito di utilizzare un assistente basato sull'intelligenza artificiale. In seguito, a tutti gli ingegneri del software è stato chiesto di completare un quiz su ciò che avevano appreso dall'attività. I partecipanti che avevano utilizzato un assistente IA hanno ottenuto risultati significativamente peggiori nel quiz rispetto a coloro che non lo avevano utilizzato: il punteggio medio è stato del 50 per cento nel gruppo IA contro il 67 per cento nel gruppo non-IA. I partecipanti assistiti dall'IA hanno ottenuto risultati particolarmente scarsi nelle domande che richiedevano loro di diagnosticare errori nel codice, il che suggerisce che non avevano appreso i concetti alla base del codice che avevano appena prodotto. Lo studio è stato pubblicato sul server di preprint arXiv prima della revisione paritaria. Altre tecnologie hanno reso obsolete determinate competenze in passato, osserva Tapani Rinta-Kahila, ricercatore di sistemi informativi presso l'Università del Queensland a Brisbane, in Australia, sentito da Nature. Ad esempio, i sistemi di navigazione GPS hanno eroso le capacità di orientamento delle persone.
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