Modena, al setaccio scritti e dispositivi di El Koudri: "Verificare segnali di radicalizzazione"
Cellulari, tablet, pen drive, computer e hard disk. È nei device in uso a Salim El Koudri che gli investigatori cercano l’eventuale movente dietro la tentata strage compiuta a Modena dal 31enne italiano di origini marocchine. La gip Donatella Pianezzi, che ieri sera ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere per l’indagato, ha escluso un collegamento diretto tra la psicologia psichiatrica diagnostica al giovane nel 2023 e la condotta criminale messa in atto sabato pomeriggio, quando si è lanciato a velocità folle con l’auto sui passanti nel centralissima via Emilia, falciando otto persone e ferendone in modo grave quattro.
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“Se è vero che dalla documentazione sanitaria El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide, - si legge nell’ordinanza - non vi sono elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia, né che lo stesso fosse capace di intendere e volere al momento della commissione del fatto”. Nonostante avesse portato il coltello da casa, non gli è stata contestata l’aggravante della premeditazione. Così come sono state escluse, sulla scorta degli elementi raccolti finora, quelle dell’odio razziale e della finalità terroristica. Ad ogni modo, per fugare ogni ipotetico dubbio, la Squadra Mobile di Modena, guidata da Mario Paternoster, ha acquisito i dispositivi informatici rinvenuti nell’abitazione del 31enne a Ravarino.
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Cosa cercano gli investigatori
Nel provvedimento emesso dal gip si sottolinea la necessità di ricostruire la vicenda, approfondendo la condotta di El Koudri, i suoi spostamenti e gli eventuali rapporti con terzi, anche in riferimento a ipotetiche ricerche su fatti analoghi. Ma non è tutto. Come riporta La Gazzetta di Modena, le attività investigative saranno inoltre orientate ad accertare “eventuali espressioni e dati sintomatici di radicalizzazione sui siti, contenuti multimediali, affiliazione religiosa, autoformazione religiosa e autoaddrestamento”. Ulteriori verifiche riguarderanno eventuali collegamenti con altre persone, la possibile individuazione di obiettivi e il monitoraggio di luoghi o aree ritenute di interesse.
“Le autorità hanno accesso a tutto, hanno chiesto i salvataggi automatici, quindi stanno scandagliando ogni mail, ogni contenuto, ogni file, tutto quello che c’è nei computer e nei cellulari”, ha spiegato al giornale l’avvocato Fausto Gianelli, difensore del 31enne. Nell’appartamento sono stati sequestrati appunti e fogli manoscritti, alcuni dei quali sarebbero in lingua araba. “L’obiettivo - ha proseguito il legale - è capire se quei dati possano inquadrare quello che è successo o se siano semplicemente tante diverse manifestazioni di un malessere psichiatrico”.
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Ad onor del vero, il gip ha disposto un periodo di osservazione psichiatrica per l’indagato, da parte dell’amministrazione penitenziaria, “con l’eventuale trasferimento presso i Reparti specializzati”. Infine, secondo quanto trapela da indiscrezioni di stampa, nei prossimi giorni saranno sentite dagli inquirenti anche le due specialiste del Centro di salute mentale che hanno avuto in cura Salim El Koudri.
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