Modena, non risponde ai pm El Koudri. L'ipotesi radicalizzazione e il giallo dei social oscurati
Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Salim El Koudri, il trentenne di origine marocchine che era investito una decina di passanti in pieno al centro a Modena. L'uomo, che ieri ha scelto di non parlare durante l'interrogatorio in questura è difeso dall'avvocato Francesco Cottafava. Secondo quanto trapelato l'uomo è apparso "confuso e frastornato". La dinamica dell'aggressione rimanda ai tanti attentati analoghi visti in giro per l'Europa realizzati da musulmani radicalizzati. Tuttavia, al momento, non vi sarebbero elementi o tracce di radicalizzazione nel telefono cellulare e negli altri device che sono stati sequestrati a Salim El Koudri. Al momento, l'ipotesi investigativa prevalente è che dietro l'aggressione vi siano motivazioni legate allo stato di salute psichica dell'uomo, in passato preso in cura dai servizi sanitari. Tuttavia molto resta da scoprire. Anche perché i profili social dell'uomo sono "chiusi": compare sol il nome, niente foto, video, amici e post.
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Meta infatti, l’azienda leader americana che gestisce piattaforme come Facebook, WhatsApp, Messenger e Instagram, ha chiuso qualche tempo fa l’indirizzo personale del marocchino, italiano di seconda generazione, nato in provincia di Bergamo. Un provvedimento che di solito è associato a distorsioni nell'utilizzo delle piattaforme social.
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