Caos Roma-Lazio, derby rinviato a lunedì. E la Lega Serie A ricorre al Tar
Come l’alunno che effettua un’abbuffata di studio il giorno prima di un compito in classe, dopo settimane senza aver toccato libro, così la Lega Serie A si è ricordata all’ultimo della concomitanza tra il derby della Capitale e la finale degli Internazionali d’Italia.
Il rimedio trovato in extremis, però, si è scontrato contro la Prefettura di Roma che, a seguito «delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali Bnl d’Italia», ha stabilito che Roma-Lazio si disputerà lunedì 18 maggio alle 20:45. E dovendo garantire la contemporaneità, lo slittamento interesserà anche Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma. Un provvedimento che, di fatto, scavalca la precedente ed affrettata decisione della Lega Serie A di programmare le cinque gare alle 12:30 di domenica.
Luigi De Siervo, amministratore delegato della Serie A, non intende accettare la sconfitta: «Non credo proprio che si giocherà lunedì.
Arriverà una nota formale ragionata». Parole seguite dai fatti. «La Lega Serie A, quale soggetto delegato dalla Figc all’organizzazione del campionato di competenza, ha il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche, si legge sul comunicato. Il provvedimento del Signor Prefetto di Roma, oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche di questa decisione».
Comunicato che termina con un avvertimento della Lega Serie A, che in caso di mancata revoca del provvedimento della Prefettura di Roma «sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio». Nel frattempo, la Lega Serie A ha deciso di presentare ricorso al Tar, la cui risposta arriverà domani. A rimetterci, ancora una volta, sono i tifosi che hanno già acquistato il biglietto, prenotato il viaggio, pagato un hotel o chiesto un permesso lavorativo. Una situazione che poteva essere prevista in anticipo, conoscendo la data della finale degli Internazionali da un anno, attraverso l’inserimento di una limitazione nel software che ha stilato il calendario lo scorso 6 giugno.
«Ci si dimentica che il calendario sportivo nazionale non si esaurisce con il calcio e che in quei giorni, al Foro Italico, andrà in scena una finale seguita in tutto il mondo, con oltre 400mila presenze previste nell’area» aveva affermato un anno fa Diego Nepi, amministratore delegato di Sport e Salute. Una posizione, oggi, condivisa da Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i giovani: «Si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornaIl derby Nella foto centrale uno scontro di gioco A sinistra in alto il ministro Andrea Abodi sotto l’Ad della Serie A Luigi De Siervo ta, ogni tentativo di risolvere il problema a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire come non ci sia armonia. Il calendario del campionato è pieno di condizionalità, ma si vede che è sfuggita quella della finale degli Internazionali». Sorride, invece, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri: «È meglio per il calcio, per noi che abbiamo un giorno di riposo in più, ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di Champions non lo debbano fare alle 12.30».
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