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Compagni avevate torto, Il Tempo è galantuomo. Mandateci gli svarioni della sinistra

Parte oggi la rubrica in cui raccoglieremo tutte le distorsioni della sinistra Inviate gli svarioni «storici» che troverete alla mail [email protected]

Daniele Capezzone
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Mirella Serri l’ha fatta grossa. In una trasmissione televisiva di qualche giorno fa, ospite di David Parenzo, si è fatta prendere dalla foga e ha gridato: «Wagner appoggiava il nazismo e veniva finanziato da Hitler». Testuale. Ahilei, la saggista – svarione dopo svarione – ha dimenticato alcuni "dettagli": il compositore morì nel 1883, cioè sei anni prima della nascita di Adolf Hitler, e il partito nazista fu operativo dal 1920 al 1945. Morale: una memorabile figuraccia della combattiva opinionista di sinistra. Non si tratta – qui – di maramaldeggiare sulla Serri. Semmai, di riflettere su come l’ossessione di "fascistizzare" e "nazistizzare" chiunque possa condurre a esiti tragicomici.


Noi de Il Tempo vogliamo invece cogliere l’occasione per un’operazione diversa, insieme molto seria e molto divertente. Non si contano più i casi in cui la sinistra si sia resa (o si renda tuttora) protagonista o di clamorosi errori odi deliberate distorsioni storiche per ragioni propagandistiche. Ma nessuno gliele rimprovera, anzi. Curiosamente, coloro che hanno sbagliato tutto per 80 anni, sono riusciti, insieme ai loro figli, figliocci ed eredi politici, a plasmare un'opinione pubblica che, in fondo, nutre pregiudizi positivi nei loro confronti. E così abbiamo a che fare con un’opinione pubblica che ignora o minimizza sia i crimini del comunismo nel mondo sia le responsabilità dei suoi esponenti in Italia, mentre riserva pregiudizi negativi a chi ha combattuto le loro scelte anti-italiane.


I comunisti e post-comunisti, al di là dell’ideologia, negli anni hanno sostenuto posizioni profondamente dannose per il Paese, dalla battaglia contro la tv a colori (!), all’ostilità verso l'Autostrada del Sole (!!); dal sostegno alla sanguinosa repressione di Budapest nel 1956, alla negazione delle Foibe; dall’oscena esaltazione della figura terribile di Stalin (definito "Padre dei Popoli"), all’opposizione all'adesione dell'Italia alla NATO (posizione che, in qualche modo, dura ancora oggi). Eppure, costoro, impadronitisi dei media, sono riusciti a imporre una narrazione capovolta. In questa narrazione farlocca, per ciò che riguarda il passato, le forze che hanno difeso l’Italia dal comunismo sarebbero tutte dalla parte del torto, accomunate nell’affresco marcio della Prima Repubblica, compreso il Berlusconi della Seconda. Per ciò che riguarda l’oggi, il copione della narrazione capovolta continua, agitando lo spauracchio di un "fascismo" che vedono solo loro, mentre portano avanti comportamenti oggettivamente "fascisti" (per usare il loro lessico).


E allora ecco la nostra sorridente iniziativa. Vogliamo inaugurare una rubrica dal titolo «Compagni, avevate torto – Il Tempo è galantuomo», basata sul contributo dei nostri lettori, che invito da oggi a inviare citazioni testuali e documentate di esponenti di sinistra degli ultimi 80 anni. L’obiettivo è quello di raccogliere dichiarazioni anacronistiche, imbarazzanti o smentite dalla storia, per metterne in luce l'incoerenza, in un panorama mediatico sempre propenso all'indulgenza verso certi passati, e verso certi protagonisti. Scrivete tutto a questa mail: [email protected].


Oggi cominciamo (ne scrive in questa pagina il nostro Alessio Buzzelli) con il modo in cui il Pci e L'Unità trattarono i fatti di Budapest 1956. Leggere per credere.
Da domani contiamo sulle vostre segnalazioni. La condizione essenziale è che le citazioni siano autentiche, virgolettate, con fonte verificabile: link al social o ai media da cui proviene la citazione, pagina di giornale, video, resoconto parlamentare. Niente interpretazioni, solo documenti. Indicate con precisione giorno, mese, anno e contesto. E dateci una pezza d’appoggio per verificare: una foto di giornale, un link (anche Teche Rai o Youtube), un riferimento agli atti parlamentari, e così via. Vi aspettiamo.

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