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Garlasco, Sempio intercettato: "Quando sono andato via il sangue c'era"

Angela Bruni
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Ci sono intercettazioni che secondo la Procura di Pavia incastrerebbero Andrea Sempio. Il 14 aprile e il 12 maggio 2025 in auto mentre ascolta i podcast su Garlasco. Quella in cui pare dire di aver «visto» i «video» intimi della coppia Poggi-Stasi, forse su un «cellulare» o scaricati da una «penna» Usb, ritenuti il fattore scatenante del movente «sessuale». Ma c’è, pochi minuti più tardi, un’altra captazione in cui afferma «sono sicuro che qua ascoltano», rendendo complessa l’ipotesi della confessione in diretta. Così come l’ambientale, piena di passaggi incomprensibili, dove dice «quando sono andato io...(per i carabinieri è compatibile con "quando sono andato via" dalla casa, ndr) il sangue c’era...e allora.., cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie».

 

I "diari" che raccontano il 38enne come «protagonista violento» di «sogni» incentrati su stupri e accoltellamenti. Il profilo psicologico che lo descrive come «controllato, rigido» se non per un «ghigno» che gli apparirebbe in faccia di fronte a domande sulla morte di Chiara Poggi. L’ipotesi che dopo averla uccisa sia andato a pulirsi a casa della «nonna».

Le accuse al 38enne prendono forma nelle 309 pagine di informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. La professoressa Cristina Cattaneo a cui è stato chiesto di ri-datare l’ora della morte arriva alle stesse conclusioni di 19 annidi indagini e processi: «In via di elevatissima probabilità» è stata uccisa fra le 7 e le 12.30 perché questo dicono le «evidenze scientifiche più solide». Il range si può «stringere tra le 11-11:30».

 

C’è anche lo scontrino-alibi nel parcheggio di Vigevano per la mattina del delitto alle ore 10.18. La madre di Sempio, Daniela Ferrari, si dispera intercettata da una cimice a ottobre 2025: «È colpa mia, gli ho detto di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea», dice al marito. Lui risponde: «Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu (sospiro) secondo lui». Da accertamenti sulla donna e sull’amico vigile del fuoco a Vigevano emerge che non è lei ad aver preso il tagliando il 13 agosto. Non aggancia mai la cella. Lui era in servizio di reperibilità. A Vigevano quel giorno «non è mai venuta», mette a verbale.

Gli investigatori, pur nutrendo forti dubbi, concludono per l’impossibilità di «riscontrare con certezza» chi abbia preso lo scontrino. Le carte scatenano nuove polemiche con i Poggi, familiari della vittima, che sono stati intercettati a 19 anni dai fatti. Gli investigatori li "accusano" di voler «bloccare» la nuova indagine. I loro legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna non usano mezze parole: le indagini sono state «gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti giornalistici».

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