Garlasco, Marco Poggi ai pm: “Mai visto video intimi di Chiara in compagnia di Sempio”
“Non ho mai visto video di mia sorella assieme ad Andrea Sempio”. È quanto avrebbe dichiarato Marco Poggi, il fratello di Chiara Poggi, durante l’audizione di questa mattina in Procura Pavia. Nei giorni scorsi, il giovane era stato convocato dagli inquirenti come testimone nell’inchiesta sul delitto di Garlasco a carico dell’amico Andrea Sempio. Secondo quanto riporta La Presse, il 37enne ha spiegato di non aver mai visto i video intimi della sorella con l’allora fidanzato Alberto Stasi, che erano custoditi sul computer in uso a tutta la famiglia. L’audizione, durata circa un paio d’ore, si è tenuta davanti alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. L’arrivo e l’uscita del teste davanti alla procura pavese sono stati blindati ai cronisti e alle telecamere.
Le dichiarazioni di Marco Poggi
Stando a quanto trapela da alcune indiscrezioni di stampa, Marco Poggi avrebbe detto di non credere a un presunto coinvolgimento di Sempio nell’omicidio della sorella. Le pm hanno sottolineato di essere in possesso di elementi solidi contro l’indagato, tra cui la compatibilità del suo profilo Y con il Dna rintracciato sulle unghie di Chiara, oggetto della perizia eseguita dalla genetista Denise Albani, per conto della procura, e discussa in incidente probatorio. Il fratello della vittima avrebbe spiegato di aver letto le trascrizioni dell’incidente probatorio e che queste, a suo dire, delineano uno scenario diverso rispetto a quello prospettato dall’accusa. Al 37enne, parte offesa nel procedimento, così come i suoi genitori, sarebbero stati fatti ascoltare anche alcuni audio in cui l’amico parla da solo. Il verbale della testimonianza è stato secretato.
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A Sempio contestate alcune intercettazioni
Per quanto riguarda Andrea Sempio, come preannunciato ieri dai suoi difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di questa mattina davanti al pm Stefano Civardi. Tuttavia, sottolinea l’Ansa, sarebbe rimasto in procura a Pavia per circa quattro ore. Al 39enne, indagato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi futili abietti, sarebbero state contestate anche alcune intercettazioni, pare inedite. “Sostanzialmente non c’è nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo”, ha chiarito l’avvocato Angela Taccia all’Adnkronos. “Siamo calmi e lucidi”, ha aggiunto.
L’esclusiva del Tg1: “Sempio ha detto di aver visto i video di Chiara e Alberto”
Secondo quanto rivela il Tg1 sui suoi canali social, tra le intercettazioni che gli investigatori hanno fatto sentire a Marco Poggi, ve ne sarebbe una in cui Sempio, parlando da solo in auto, avrebbe detto di aver visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, di aver chiamato la 26enne prima del delitto e aver tentato un approccio sessuale. “Non ci voglio parlare con te”, avrebbe replicato la ragazza. Il soliloquio, risalente al 14 aprile 2025, sarebbe stato catturato da una cimice piazzata nella vettura del 39enne. In realtà, da quanto scrivono i carabinieri negli atti, le parole registrate dalla microspia dicono il contrario. Sempio, parlando tra sé e sé dice: “Lei ha detto.. 'non ci voglio parlare con te’ (imitando una voce femminile)”. E ancora: “Era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?”. E poi imitando voce femminile, aggiunge: “Lei mi ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘non l'ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) “Io ho portato il video”. L’avvocato Angela Taccia ha chiarito che suddetta intercettazione sarebbe stata letta dal pm Stefano Civardi all’assistito durante l’interrogatorio di questa mattina, ma non fatta ascoltare.
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I legali di Sempio: “Ritiene di poter spiegare le intercettazioni”
“Andrea Sempio ritiene di essere in grado di spiegare le captazioni, una volta che le avrà viste e contestualizzate”, ha precisato l’avvocato Liborio Cataliotti a Dentro La Notizia, il programma di approfondimento giornalistico condotto da Gianluigi Nuzzi. “Alla faccia del segreto istruttorio, mi viene da dire. - ha aggiunto - Io ho appena lasciato il mio cliente e avevamo tutti il telefono spento, non può essere trasudato da noi quanto state dicendo, tra l’altro in modo non aderente alla realtà”. E infine, ha concluso Cataliotti: “Io non ho sentito le intercettazioni del soliloquio, pieno di nc, cioè ‘non comprensibile’. Vedremo se Sempio commentava il racconto di qualcun altro, se parlava con se stesso o interloquiva con un interlocutore”.
Il movente
Sui social il Tg1 fornisce alcune precisazioni riguardo al movente ipotizzato del delitto, cioè un rifiuto da parte di Chiara a un eventuale approccio sessuale da parte di Sempio. “Per chi ha ricostruito passo passo le indagini il movente del delitto di Garlasco verterebbe oltre che a una serie di nuove prove e di incongruenze nelle ricostruzioni dei fatti da parte di alcuni testimoni, anche nei video intimi tra Alberto e Chiara - si legge nel post - Gli inquirenti, nelle loro ricostruzioni, spiegano che è verosimile che il movente del delitto si inneschi nell’infatuazione, nella possibile prospettiva sessuale proiettata su Chiara, nell’assunto che il girato del video rappresentasse esso stesso la prova delle disinibizione del ragazzo, nell’approccio approfittando dell’assenza di Marco Poggi. E soprattutto del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa”. Da qui “sostengono gli inquirenti, sarebbe scaturito il rifiuto, il tentativo di presenza, la reazione di Chiara e la furia omicida. Il tutto per quello che viene definito un efferato ‘effetto domino’”.
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