Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Tragedia di Capodanno, ansia per gli italiani dispersi nell'inferno di Crans Montana

  • a
  • a
  • a

La festa che si trasforma in una strage, con molti giovanissimi tra le vittime. Almeno 47 persone che festeggiavano il Capodanno sono morte nell'incendio del rinomato bar-pub 'Le Constellation' nell'esclusiva località di Crans Montana, parte francofona del Canton Vallese, in Svizzera. Nel locale affollato da ragazzi c'erano anche diversi italiani: cinque i feriti che sono già stati rimpatriati o lo saranno domani. E soprattutto 6 dispersi, ragazzi e ragazze che le famiglie non sono riusciti a contattare. In generale, sono "6 gli italiani dispersi e 13 i feriti", ha detto al Tg1 l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. 

Le fiamme hanno scatenato l'inferno di Capodanno. A provocare il 'flashover', probabilmente una 'candelina scintillante' inserita nel tappo di una bottiglia di champagne. La fiamma avrebbe toccato il soffitto di legno e da lì si sarebbe propagata in pochi istanti. Le prime testimonianze parlando di un locale interrato affollato da centinaia di persone e con una sola e stretta scala di accesso e dunque di uscita. Inevitabile il panico tra fumo e fiamme, per molti impossibile trovare la via di fuga. Si è trattato di un incidente, hanno chiarito già in mattinata le autorità svizzere, a sgomberare il campo da qualsiasi ipotesi di un attacco terroristico.

Nell'incendio sono rimaste ferite 115 persone, per oltre metà in maniera grave, molte delle quali di età fra i 16 e i 26 anni. L'allarme è scattato pochi minuti prima delle 1.30 della notte di Capodanno è scattato l'allarme, imponente è stata la macchina di soccorsi allestita dalle autorità svizzere. A correre in aiuto l'Italia, che ha subito mobilitato un elicottero della Protezione Civile della Valle d'Aosta e poi ha messo a disposizione le sue strutture sanitarie, su tutti il Niguarda di Milano. A ringraziare apertamente l'Italia, oltre alla Francia e la Germania, per l'aiuto fornito, è stato il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin nella conferenza stampa del pomeriggio in cui ha annunciato i cinque giorni di lutto nazionale.

I soccorritori nella notte si sono trovati di fronte alla strage, alle fiamme che avevano già distrutto vite e famiglie. Cadaveri carbonizzati, persone estratte dalle fiamme, feriti, l'organizzazione dei trasferimenti negli ospedali, da quello di Sion (60 pazienti ricoverati) a quelli di universitari di Losanna, Berna, Ginevra e Zurigo. Tredici gli elicotteri impegnati, 42 le ambulanze. Le autorità hanno iniziato a ricostruire la tragedia ma l'indagine è destinata a durare a lungo. Dopo pochi minuti dall'allarme lanciato sono arrivati i primi soccorsi e alle ore 5:00 tutti i feriti erano stati presi in carico. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha seguito per tutto il giorno il lavoro della Farnesina, ha annunciato che domani andrà a Crans Montana. Il presidente Parmelin ha parlato apertamente di "una delle peggiori tragedie che il Paese abbia mai vissuto". Il comandante della polizia cantonale vallese, Frederic Gisler, ha chiarito che tra le vittime vi sono presumibilmente "molti stranieri". L'identificazione non sarà facile, visto lo stato dei corpi delle vittime. E' stato "un incidente, non ci sono persone in stato di fermo ma che una persona e' stata chiamata per chiarire le circostanze", ha riferito la procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud.

 

 

Il padre di Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova, ha lanciato un appello a TgCom. Il giovane aveva avuto l'ultimo contatto con la famiglia al telefono alla mezzanotte. Altre due famiglie di giovanissimi amici che si trovavano con il giovane stanno cercando i loro figli nelle strutture d'emergenza. 

 

Italiani tra i feriti. "Sono arrivati in elicottero i primi 3 italiani. Una ragazza di 29 anni, due ragazzi di 16 anni, sono intubati, hanno ustioni sul 30/40% del corpo in base alle indicazioni che ci sono pervenute dall'ospedale di Sion. Il centro ustioni del Niguarda è pronto con 18 posti letto. Siamo pronti a farci carico di persone di ogni nazionalità, come abbiamo detto al Governo svizzero tramite il ministero degli Esteri. Questa è la struttura in cui possiamo garantire la migliore assistenza", ha detto all'Ospedale Niguarda di Milano l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. "Potrebbero arrivare altri due connazionali - ha proseguito Bertolaso - che però ora sono in condizioni troppo critiche per poter essere trasportati. Abbiamo attivato una squadra di specialisti per il tema ustioni, il 'burn assessment team', su richiesta del Governo in collaborazione con il dipartimento di Protezione civile nazionale, che controllerà nella notte tutti gli italiani ricoverati negli ospedali svizzeri, in modo anche da capire chi potrà essere trasportato qui. Nel contempo abbiamo attivato un team di psicologi a supporto delle famiglie".

Dai blog