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Papa Ratzinger, potenti e fedeli in fila per l'ultimo saluto a Benedetto XVI

Valentina Conti
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Chi prega, chi si asciuga una lacrima, chi procede con gli occhi bassi, chi coccola i propri bimbi mentre aspetta di entrare, chi ha in mano la sua immagine. In 65 mila in fila da prima delle 9 per dare l'ultimo saluto al Papa emerito Benedetto XVI. Piazza San Pietro, già all'alba, si stringe in un grande abbraccio di popolo, scortato a vista da un imponente servizio di sicurezza e da una marea di volontari - oltre 500- impegnati nell'area.

Tanti cittadini romani, numerosi ecclesiastici, gente comune e personalità, lunghe code ordinate. Giovani, anziani accompagnati, famiglie, turisti sono arrivati ai piedi del Cupolone, nonostante il periodo di festività, per rendere omaggio al feretro di Joseph Ratzinger, esposto da ieri mattina in Basilica. Avanzano senza intoppi nel primo giorno di visita alla camera ardente. Un omaggio di cuore, che mescola affetto e rispetto insieme per la sua figura, di Papa e di uomo.

Prima dell'apertura al pubblico, la visita in forma privata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni, al fianco del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e del Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. Dal lato di Porta Sant'Anna, il fiume umano è un colpo all'occhio. «È stato un Papa con un grande carisma, di un carisma ammaliante», dice Maria Petroni, romana, in su con l'età. «Sono voluta venire da sola per dirgli grazie per quello che ha lasciato alla Chiesa», aggiunge. La signora dietro di lei recita il Rosario. «Un'emozione grande, davvero, stare qui», si commuove Maria Concetta, da Cosenza a Roma. «Lui non si è mai dimesso da Papa, è stato sempre con noi», sottolinea. Paola Luveri, nella Capitale dalla Sardegna per le feste natalizie, si è fermata nell'Urbe un altro giorno «perché ho appreso la notizia della sua morte e ci tenevo ad esserci. Mi ha trasmesso molto con la sua semplicità, non dimenticherò il suo sguardo mite, ma risoluto».

Ricordano in parecchi la «simpatia» del Papa dell'Occidente e dell'Europa, i suoi «modi silenziosi di essere vicino ai fedeli», c'è chi l'ha incontrato causalmente al rione Borgo, tanto tempo fa, e già da allora ne rimase folgorato. «È una sensazione strana, bella anche se triste, stare qui. Ho pregato per giorni per la salute del Papa emerito», afferma da dietro la mascherina Graziella Ingre, pure lei romana, e mamma. «Il suo non essere sopra le righe: ecco, io l'ho amato per questo», commenta Fabio Rozi, accanto a moglie e figli. «Siamo venuti dalla provincia di Milano - racconta - siamo devoti, stiamo qui apposta per lui. Sono partito stamattina (ieri, ndr) presto». «Perché sono qui? Per onorare un grande Pontefice che ha difeso le nostre radici. Mi comunicava serenità di spirito», risponde Luigi, commerciante pugliese. Ci sono suore, sacerdoti, gruppi di ragazzi composti, associazioni, suoi connazionali, c'è il mondo a dire addio a Ratzinger. Pre-controllo su via della Conciliazione con metal detector, prima di quello vero e proprio ai varchi di ingresso al Colonnato, più o meno come in aeroporto. Oggi e domani la camera ardente sarà aperta dalle 7 alle 19, per rendere ancora maggiormente gestibile l'afflusso dei fedeli. Poi giovedì i funerali alle 9.30, celebrati da Papa Bergoglio. Benedetto XVI verrà sepolto nelle grotte vaticane, nella tomba dove era precedentemente sepolto Papa Wojtyla, portato in Basilica nel 2011 dopo la sua beatificazione.

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