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Danni da vaccino e ritardi, Pfizer in una botte di ferro. Il contratto: paga lo Stato

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Chi pagherà i danni potenziali dei vaccini anti-Covid come gli effetti collaterali gravi? A quanto pare lo Stato, non certo le case farmaceutiche. Dopo il contratto tra Unione europea e Curevac, rivelato da Il Tempo, escono allo scoperto le clausole dell'accordo "madre" firmato a novembre tra la Commissione europea e Pfizer-BionTech per le forniture del primo vaccino a essere approvato dall'Ema, l'agenzia europea del farmaco. 

 

Pfizder si è ben tutelata dai reclami per i ritardi nelle consegne, poi immancabilmente avvenuti, ma anche in caso di reazioni avverse alla somministrazione, scrive Repubblica che ha rivelato il contenuto del contratto madre con l'Europa. In sintesi Pfizer non è automaticamente responsabile per eventuali richieste di risarcimenti e indennizzi e a pagare per eventuali effetti collaterali gravi sarà lo Stato italiano. Unica leva nel rapporto che lega Ue e società è la rivalsa se il vaccino non dovesse funzionare. 

 

Abbiamo parlato dei ritardi. Ebbene, nonostante gli annunci bellicosi del commissario Domenico Arcuri che ha attivato l'avvocatura di Stato per eventuali ricorsi, "anche l'impianto contrattuale che regola l'inadempienza nelle forniture appare, nel complesso, sbilanciato a favore di Pfizer", scrive Repubblica che ha visionato i documenti. Le penali per il mancato rispetto dei termini ci sono, valgono il 20 per cento del valore delle dosi non consegnate. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli. Una clausola in due punti è a favore della casa farmaceutica. In primis l'applicazione delle penali per il ritardo nelle forniture non è automatica. Non solo. Il calcolo delle dosi non consegnate va fatto su base trimestrale, quindi in teoria se il totale delle dosi risultasse corretto alla fine del trimestre (scade il 31 marzo) non si potrebbe parlare di sanzioni anche se i ritardi nella somministrazione fossero evidenti. Si tratta di una clausola di garanzia che impone, in ogni caso, l'obbligo di provare altre vie per ricomporre la lite con un rimborso o la cessazione del contratto. Che a quanto pare ben protegge il fornitore, meno lo Stato. 

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