Ormai siamo alla fobia per il Natale e si dispensano i consigli da paura. Regole, secondo il Conte pensiero, da farci passare ogni voglia di festeggiare e probabilmente proprio questo è lo scopo. Ma è tutto così necessario?
I mitici esperti si sono sbizzarriti e ci vorrebbero a un metro e mezzo di distanza a tavola già mentre ci gustiamo l’antipasto. Se siamo troppi, mangiare sul divano…
Scordiamoci di abbracciare per gli auguri i non conviventi. Quindi zie e nonni, nipoti e cugini non si azzardino ad avvicinarsi a voi. Il virus si infila dai vestiti del parentado.
Se proprio dovete fare la solita grande mangiata, procuratevi piatti, bicchieri e posate di carta. Così non dovete perdere tempo a scrivere nomi di persona per evitare scambi di oggetti.
E niente cin-cin alla fine del pranzo. Se tocchiamo il bicchiere altrui col nostro, chissà come va a finire.
Mani pulite, ovviamente, ma dotatevi di una quantità industriale di asciugamani. Se avete ospiti li adoperano anche loro e il Covid vi bastona.
A proposito, niente auguri neppure al telefono. Per via di quell’usanza che con uno squillo fai gli auguri a tutti passandosi l'un l'altro l'apparecchio. Al massimo il vivavoce…
Scarso appeal per i canti di Natale. Troppe goccioline. E siccome nessuno ci potrà imporre la mascherina in casa il 25 dicembre il nemico è in agguato..
E alla fine non azzardarsi a chiedere che razza di festa sia diventata. E soprattutto prudenza nell’augurare con qualche giorno di anticipo buon anno nuovo. Magari qualcuno si arrabbia se si ricorda che glielo avete detto anche a fine 2019 e si gratta.
