La mossa del Vaticano: «benedice» Suor Cristina per conquistare Sanremo
Dalla musica del Diavolo alla popstar di Dio
Alla fine arrivò l'endorsement ufficiale della Santa Sede. A "benedire" la carriera pop di Suor Cristina ha pensato direttamente il "ministro" della Cultura del Vaticano. Il Cardinale Gianfranco Ravasi ha espresso «piena approvazione» per l'operato artistico della religiosa trionfatrice a The Voice 2 definendola un «fenomeno culturale pastorale». «Parliamoci chiaro - ha precisato il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura - oggi si sente più che mai la necessità di nuovi linguaggi per essere più vicino ai giovani. E la Chiesa non può trascurarlo, deve essere nella piazza». Detto questo, il porporato ha sottolineato che non si può prescindere dal «linguaggio della sacralità. E su questo aspetto - osserva - bisognerà che la Chiesa si impegni a comporre musica di livello liturgico». Però niente paura: anche gli autori laici affrontano il tema del trascendente. «Penso a Paoli, a Venditti, a Guccini. Anche nella loro musica ci può essere una dimensione religiosa. Ma poi ci deve essere anche un altro orizzonte. Se c'è solo spettacolo, non ci può essere avvicinamento a Dio». Pure monsignor Massimo Palombella affronta di petto la questione Suor Cristina. Il direttore del coro della Cappella Sistina sostiene che la visibilità della Orsolina-canterina sia un «buon inizio» se poi si è capaci di andare oltre. Per Palombella «il problema di fondo resta la necessità di educare i giovani a diventare adulti, ad avere una visione rotonda della vita», restando alla larga da «una certa commercializzazione». E allora, dirà qualcuno? Perché dare tutto questo rilievo a osservazioni che nascono da Oltretevere e riguardano la vita e le opere di una ragazza con la tonaca? Semplice: perché a guardare in filigrana le dichiarazioni di Ravasi e Palombella ci si rende conto che l'Operazione Sanremo è partita anche all'ombra del Cupolone. E non è in ballo solo la possibile affermazione al Festival di Suor Cristina (che il 13 dicembre parteciperà anche al Concerto di Natale in Vaticano, con Patti Smith e Arbore), ma anche la "presa" dell'ex musica del Diavolo, quel rock che nel corso di questo decennio si è annacquato quasi ovunque nel pop, e poi è stato spogliato - nel primo album della Scuccia, uscito pochi giorni fa - di tutte le sue connotazioni erotiche, maliziose o fuori contesto rispetto a una risciacquatura cattolica tout-court. Il primo singolo "Like a virgin" aveva garantito a Suor Cristina la "sorellanza a vita" (via Twitter) di Madonna, ma anche una serie di critiche feroci da parte di chi ricordava il testo originale, buono per una dialettica semi-porno (cfr. il dialogo iniziale de "Le Iene" di Quentin Tarantino), molto meno per una interpretazione mistico-catechistica. Però questo è il disco con cui la Sister deve conquistare il mondo, perché la casa discografica ha investito in grande su di lei, e dunque la prossima tappa deve essere necessariamente Sanremo. Attenzione: fino a qualche settimana fa si sosteneva che i vertici delle Orsoline fossero contrari a uno sbarco della ragazza nella Città dei Fiori. Ma domenica scorsa, incalzata da Fazio in diretta tv, e senza mai smettere di mandare messaggi a Papa Francesco («Sogno di cantare per lui, di regalargli il mio disco») Suor Cristina ha ammesso candidamente: «Di canzoni adatte per il Festival ne ho tante, potrei accogliere la possibilità, io e le consorelle siamo aperte a tutto». E chi pratica i corridoi in cui si sta preparando l'edizione 2015 della kermesse canora si dice certo che Carlo Conti non può e non vuole lasciarsi scappare un botto mediatico di queste proporzioni. Il presentatore-conduttore è un avveduto uomo di mondo e di tv, e Raiuno non è la Rete degli integralisti islamici. Dunque, perché mai farsi harakiri da soli, dopo che il Sanremo faziesco era franato negli ascolti come quel treno sotto la collina? Gli inserzionisti avevano chiesto a gran voce il rimborso per gli spot finiti sotto percentuale: e vuoi che Conti (mentre sogna di avere come superospiti i Pink Floyd) neghi l'invito in gara a Suor Cristina? Semmai, il problema sarà contrapporle dei contendenti dall'aspetto maledetto o almeno scapigliato. La liturgia dell'Ariston predilige lo scontro degli opposti, con la gente stravaccata a milioni sui divani di casa per tifare e spernacchiare. Chi potrebbe battere Suor Cristina? Forse non il rapper Clementino, che però ha una bella faccia da scugnizzo incazzoso. Magari potrebbero spuntarla i Dear jack, in una titanica contesa tra vincitori di talent. E lì si capirà se la corazzata della De Filippi sarà più potente delle armate del Papa.
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