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Salvini con il rosario sul palco. E Il Vaticano si infuria

Sale sul palco con il rosario in mano ed esplode il caso. Ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiuso il comizio in Piazza Duomo evocando i santi patroni dell'Europa, baciando il rosario e affidandosi "al cuore immacolato di Maria che porterà la Lega alla vittoria". Dopo il direttore della Civiltà cattolica Antonio Spataro anche Famiglia Cristiana ha attaccato il vicepremier. "Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a papa Francesco, ecco il sovranismo feticista". Questo il titolo dell'editoriale ddella rivista cattolica sulla manifestazione di ieri a Milano dove si legge che "è andato in scena l'ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo un'altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza". "Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso" rincara la dose il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della Festa dei Popoli a San Giovanni in Laterano, dove ha celebrato la messa lanciando un monito contro l'indifferenza. La Festa è stata partecipata da tanti gruppi delle varie comunità immigrate della Capitale (agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

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