Leucemia, l'immunoterapia in prima linea cambia le prospettive
Roma, 17 set. (askanews) - L'innovazione farmaceutica targata Amgen trasforma il percorso di cura di una delle malattie del sangue più aggressive, restituendo nuove speranze a pazienti e famiglie. L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha infatti approvato la rimborsabilità in prima linea di blinatumomab, sviluppato dall'azienda biofarmaceutica, per i pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta a linfociti B Philadelphia-negativo di nuova diagnosi.
Capostipite degli anticorpi bispecifici BiTE, l'integrazione precoce del farmaco, in aggiunta o sostituzione della chemioterapia, permette di ridurne la tossicità e porta i tassi di sopravvivenza a tre anni oltre l'80%.
"L'immunoterapia, compreso il trattamento con blinatumomab, è stata impiegata inizialmente nei pazienti affetti da forme ricadute o refrattarie. Poi, alla luce dell'eccellente profilo di sicurezza e della significativa efficacia, l'impiego dell'immunoterapia è stato esteso anche ai pazienti neodiagnosticati, ottenendo risposte formidabili" ha dichiarato Franco Locatelli, Direttore Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale "Bambino Gesù".
L'obiettivo delle nuove soluzioni terapeutiche è quello di garantire una prospettiva di guarigione combinata a un'ottima qualità di vita.
"Noi siamo stati un po' dei pionieri, perché anni fa abbiamo iniziato a indagare questa nuova piattaforma, la tecnologia BiTE. È un meccanismo del tutto nuovo, semplice ma estremamente innovativo, che sfrutta la capacità di questo anticorpo di legare contemporaneamente la cellula del sistema immunitario e la cellula tumorale, stimolando e potenziando la risposta immunitaria dell'organismo" ha aggiunto Carmen Nuzzo, Medical Development Director di Agmen Italia.
All'intreccio indissolubile tra progresso scientifico e dimensione umana è dedicato Sangue Bianco, il cortometraggio prodotto da Amgen e presentato al Festival di Cannes 2026. Tratto dal libro Tante belle persone di Paolo Tallini, che racconta la storia del figlio Pietro, il corto mette in luce l'importanza del legame profondo tra famiglie, medici e ricercatori.
"L'importanza di questa conferenza sta nel fatto che informa sulla disponibilità di un farmaco molto efficace nei protocolli di cura della leucemia linfoblastica acuta. Mio figlio lo ha ricevuto quando era ancora nell'ambito di un protocollo clinico; con l'approvazione dell'Aifa, comprendo che ora potrà avere una piena diffusione ed essere accessibile a qualunque paziente si trovi in questa sfortunata situazione" ha concluso Paolo Tallini, autore del libro "Tante belle persone".
Un'innovazione che conferma come l'integrazione tra la scienza più avanzata e l'alleanza tra medici e famiglie sia la chiave per trasformare i risultati clinici in una concreta speranza di vita.
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