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Cina impone legge anti sedizione, la rabbia di Hong Kong

Milano, 22 mag. (askanews) - Stretta di Pechino sull'autonomia di Hong Kong. Sotto forma di una legge sulla sicurezza nazionale anti sedizione, presentata durante il primo giorno del Congresso nazionale del popolo cinese. Una decisione che riaccende la rabbia di Hong Kong, dove le manifestazioni di massa per chiedere maggiore libertà da Pechino si sono assopite, ma restano ben vive le motivazioni che le hanno scatenate. "Queste azioni hanno messo seriamente in discussione il principio 'Un Paese, due sistemi' - ha detto davanti al Congresso il vice presidente del comitato permanente Wang Chen "danneggiando gravemente lo stato di diritto e mettendo a repentaglio la sovranità nazionale e lo sviluppi. Dobbiamo adottare misure efficaci per prevenirle, fermarle e punirle legalmente". Una decisione presa d'imperio dal governo cinese, che non passerà dal consiglio legislativo di Hong Kong, nel tentativo di spegnere del tutto le spinte autonomiste, soprattutto in vista delle elezioni di settembre. E che rischia di riaccendere le tensioni: i partiti pro democrazia di Hong Kong sono subito passati al contrattacco. "Xi Jinping sta per mettere a ferro e fuoco Hong Kong. E la Cina brucerà con noi" ha detto Lee Cheuk -yan, capo del partito dei lavoratori "È triste perché noi riguarda solo i cittadini locali ma anche i cinesi, che soffriranno a causa di Xi Jinping che vuole ridurre tutto in cenere". "È la distruzione completa del principio "un paese, due sistemi", ha commentato la deputata Tanya Chan. E sul Web sono comparsi i primi appelli e richiami all'azione per manifestazioni e flash mob.

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