L'ultimo appello di Ezio Bosso: "la musica, comparto produttivo"
Roma, 15 mag. (askanews) - Ezio Bosso era in lockdown come tutti gli italiani quando - ospite a distanza di Propaganda Live su La7 il 10 aprile scorso - disse: "Ti faccio il mio esempio: io senza la mia orchestra non ho un accesso al suono reale perché sono un direttore e i musicisti hanno bisogno dello scambio con le persone che non sono solo pubblico, ma suonano con il loro silenzio con noi. La musica, l'arte in genere, è un servizio socio-culturale e va riconosciuto come un comparto produttivo che produce benessere. È un coadiuvante sociale. La musica è una terapia per la società". "Per me è anche una terapia personale, che in questo momento mi manca e non mi sta facendo bene, ma è una terapia per la società", ha concluso il direttore d'orchestra e compositore scomparso nella sua casa di Bologna a soli 48 anni. La trasmissione condotta da Zoro ha salutato Bosso con questo tweet: "Ciao Ezio, grazie di tutto. Ci mancherai moltissimo".
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