"Guadagnare" tutti con i dati digitali? Per Ethos-Legacoop si può
Roma, 1 ott. (askanews) - Tra le grandi questioni della società contemporanea che Ethos, Osservatorio sull'etica pubblica, punta a esaminare c'è anche il rapporto tra etica pubblica e digitale, oggetto dello studio "Cooperative Commons", condotto da Ethos in partnership con Legacoop e presentato a Villa Blanc, sede della Luiss Business School a Roma. Dalla ricerca emerge che l'etica pubblica applicata alla gestione dei dati personali può generare risorse, equità e trasparenza. Il direttore di Ethos, il filosofo e accademico Sebastiano Maffettone, sui pericoli che ognuno di noi corre navigando in rete o sui social network, con i Big Tech che rivendono i nostri dati: "Sostanzialmente espropriano le nostre coscienze, si prendono parte di noi e la vendono al mondo, il che non va bene, dobbiamo essere per lo meno avvertiti, magari riconosciuti, magari contrattualizzati, questa era l'idea di fondo". "Abbiamo scelto Legacoop perché ha 8 milioni di soci e quindi muovere quell'universo voleva dire muovere il paese e muovere anche il sistema". La ricerca delina un approccio cooperativo alla gestione dei dati personali, che - se applicato - porterebbe agli utenti una parte di profitto proporzionata all'impegno e all'utilità dei risultati, rendendo l'economia digitale più sostenibile. La vice-ministra all'Istruzione, Anna Ascani: "Spesso noi non ci poniamo il problema di capire chi governa gli algoritmi, ci sentiamo governati da numeri che sembrano freddi e in realtà qualcuno lì dietro decide cosa dobbiamo vedere e cosa non dobbiamo vedere e questo influenza le nostre decisioni, quelle politiche, ma anche le piccole scelte per esempio commerciali, cosa compriamo, che cosa facciamo".
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