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Lo smartphone ci ascolta? Sentite cosa dice il presidente di Microsoft

Le vacanze in caravan di Brad Smith e il "capitalismo della sorveglianza"

Davide Di Santo
Davide Di Santo

Professionista dal 2010, bassista dal 1993, padre di gemelli dal 2017. Su Tecnocrazia scrivo di digitale e tecnologia

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Vi è mai capitato di parlare di qualcosa con i vostri amici o con la vostra famiglia per poi imbattervi, mentre navigate su internet, in pubblicità relative proprio a quell'argomento? Ebbene, non siete soli. Il sospetto che le tecnologie che usiamo quotidianamente possono trasformarsi in orecchie indiscrete talvolta coglie anche, udite udite, il presidente di Microsoft in persona. Leggi anche: Sparire da internet è possibile. I segreti di due "link killer" Brad Smith, avvocato 61 enne di Milwaukee e veterano della Silicon Valley, in occasione della firma in Vaticano di una carta che impegna Microsoft e Ibm a uno sviluppo etico dell'Intelligenza artificiale, ha rilasciato un'interessante intervista a Repubblica. Ebbene, leggete cosa dice Smith quando Jaime D'Alessandro gli chiede della raccolta di dati a insaputa dei cittadini e del "capitalismo della sorveglianza", definizione coniata dalla sociologa Shoashanna Zuboff per descrivere l'economia digitale: "È provocatoria, ma fa riflettere. Ci sono dei servizi molto usati, nelle mani di poche compagnie, che raccolgono molte informazioni poi usate nella vendita di pubblicità. Pochi giorni fa ad esempio ero a New Orleans in vacanza. Avevo affittato un caravan e subito dopo ho iniziato a vedere spot sul Web di veicoli del genere anche se non ho mai visitato un solo sito dedicato a questi mezzi. Ecco, credo sia importante chiarire come queste cose avvengono. E sarebbe anche necessario sapere come i social scelgono le notizie visualizzate dalle persone perché è un elemento importante nella vita democratica di un Paese". Parole che, al netto delle strategie dei colossi tech sullo scacchiere globale del digitale, fanno un certo effetto visto che a proferirle è uno dei più potenti uomini della Silicon Valley. Ecco, la prossima volta che ci viene in mente di acquistare dei doposci o di iscriverci a un corso di folklore andino e poi, magicamente, ci troviamo il telefonino pieno di pubblicità di moonboot e video di Delfin "hasta el fin" Quishpe (cercatelo, merita...), pensiamo a Brad Smith e alla quantità di informazioni personali che forniamo, quasi sempre con il nostro superficiale consenso, alle compagnie digitali in cambio dei loro servizi. Se è preoccupato lui...

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