Agorà Lazio, Marco Piccari: “Calpestati anni di passione e sentimenti”
Caro Direttore, comincio con il ringraziarla per questa opportunità. Non scrivo una lettera da molto. L'ultima che ho scritto risale a tanti anni fa: fu una lettera d'amore a quella che poi è diventata mia moglie. E anche questa è una lettera d'amore, rivolta a una squadra e a un mondo, quello della Lazio, che oggi sta soffrendo, e tanto. Nella prima parte scrivo da appassionato e tifoso di una squadra che ho conosciuto da bambino, verso la fine degli anni ’70 e l'inizio degli anni ’80, grazie a mio padre. Mi ha portato allo stadio in anni difficili, quando le soddisfazioni erano poche e i grandi calciatori ancora meno. Eppure, in campo davano sempre tutto e i tifosi erano costantemente presenti. La passione era forte e la voglia di essere laziali superava tutto. Ricordo che papà era felice di seguire la Lazio, e quella felicità era contagiosa. La domenica, prima di partire, ascoltavamo l'inno e poi, con la bandiera, ci avviavamo allo stadio. Con noi in macchina veniva sempre Silvano, un amico non vedente. Diceva di venire a vedere la sua Lazio. Era una persona stupenda, profondamente laziale. Erano anni incredibili: si vinceva, si perdeva, si retrocedeva, ma allo stadio il popolo laziale era sempre presente.
Francesca Turco: “Ormai la frattura con la gente è insanabile”
Perché la Lazio è qualcosa di speciale. È una storia fatta di sentimenti, di cadute, di lutti; è qualcosa di cui, una volta conosciuta, non puoi più fare a meno. Allontanarsi dalla Lazio mi sembrava impossibile, e invece è successo. Il primo segnale mi è arrivato da mio padre. Lui non ha mai condiviso la gestione attuale fin dall'inizio. Non è mai entrato in sintonia con il suo modo di fare, troppo distante dalla passione e dalla lazialità. Perché la Lazio è un modo di essere, un sentimento forte che supera ogni difficoltà; è una storia di uomini che merita rispetto. Ed è proprio questo che manca. Nella Lazio di oggi il presidente ha fatto sparire il sentimento, ha calpestato tutto. La storia di questa squadra e dei suoi tifosi merita, prima di tutto, rispetto. Ed è qui che si consuma la più grande sconfitta del presidente Claudio Lotito. Nessuna campagna acquisti potrà colmare questa profonda frattura.
Agorà Lazio, il muro contro muro è diventato invalicabile
Mi dispiace molto per le nuove generazioni che sta allontanando. Per mia figlia, che ha 14 anni, e per mio padre, che si avvicina agli 80: entrambi stanno rinunciando alla Lazio, così come l'amico Silvano. Un disastro affettivo che la Lazio non meritava. Nell'ultima parte scrivo da direttore di TMW Radio e posso testimoniare che, nella trasmissione Maracanà, dove si parla di tutte le squadre, affrontare l'argomento Lazio è diventato complicato. Ma c'è una cosa che posso testimoniare con certezza: i tifosi di tutte le squadre sono vicini ai laziali. Mi scrivono che un presidente deve rispettare tifosi e squadra. Una vicinanza che mi colpisce. Presidente, questi valori non si comprano. Ed è qui che ha fallito. È tempo di farsi da parte, per permettere alla vera lazialità di tornare a respirare!
Agorà Lazio, Calisti: comunicazione tossica, calpestata la storia
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