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Sinner, i tremori in campo hanno fatto preoccupare Panatta: "Non stava bene"

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Più forte del caldo, di cali di pressione e sbandamenti allarmanti. Tra fatica, malesseri e sospensioni inattese (ma rivelatesi quantomai opportune), Sinner ha trovato le forze per proseguire la sua corsa a Melbourne, eliminare un ostacolo ostico come Holger Rune e aggiungere un altro primato alla sua collezione, quella di approdare al decimo quarto di finale in uno Slam, "score" riuscito in azzurro solo a Nicola Pietrangeli. Più volte inquadrato dalle telecamere ai cambi di campo, l'altoatesino era in evidente difficoltà con la respirazione e aveva un tremore alle mani sospetto tanto che, anche alla fine del match, se ne è discusso parecchio. In rete e tra esperti. Adriano Panatta, dopo aver confessato di essersi svegliato alle quattro per seguire Sinner agli Australian Open, ha ammesso di essersi preoccupato "perché non stava bene, non so cosa abbia avuto, ma non stava quasi in piedi".

 

 

"Poi si è ripreso ed è andata bene. Quando Sinner gioca bene, Rune è ancora troppo lontano", ha aggiunto l'ex tennista e opinionista a Rainews24. Reagendo a problemi respiratori e difficoltà negli spostamenti, che sono iniziati a manifestarsi nei game finali del secondo set, l’altoatesino - rivelando che non stava bene dal mattino - ha scacciato i fantasmi, gli stessi che in qualche modo si erano materializzati a Wimbledon la scorsa estate, quando uscì contro il russo Medvedev. "Sono contento di essere ancora nel torneo, oggi poteva finire in un altro modo. Non mi stavo sentendo bene, ho avvertito un po' di sbandamenti e forse ho avuto problemi con la pressione. In quel momento c’era tanto sole ed era molto umido. Quando mi sono svegliato non mi sentivo bene. Ho cercato di mettere tutte le energie possibili in questa partita, ho cercato di gestire le situazioni e superare le difficoltà e per fortuna ci sono riuscito", ha ammesso il tennista ieri. 

 

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