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Tutto vero: c’è la Var, rigore contro la Juve

Ieri esordio della moviola in campo e subito un episodio dubbio

Tutto vero: c’è la Var, rigore contro la Juve

L'arbitro Maresca

Non c’era quota. Poteva iniziare l’era della Var, ultima frontiera dell’arbitraggio nel calcio, senza che ci fosse di mezzo la Juventus? Chiaramente no e non a caso nella partita d’esordio della nuova serie A, subito i bianconeri sono stati protagonisti: nel bene e nel male. Nel male perché l’arbitro Maresca aveva tirato diritto sul pestone di Alex Sandro a Cop, nel bene perché poi una volta consultato lo "schermo magico"...

Buffon ha rimesso tutto a posto parando l’imbarazzante rigore calciato da Farias (che entrerà nel guinnes dei primati degli sfigati). Comunque, fosse stata la scorsa stagione, la Juve sarebbe partita tra le mille polemiche alimentate dalle moviole serali sulla regolarità del campionato. La Var ci ha dato un taglio e questo è un bel segnale per il nostro calcio, un po’ meno per il microcosmo televisivo che veniva alimentato dai soliti dubbi... tutto molto italiano. Come il tocco di mano sul gol di Dybala: l’immagine buona arriva un’ora dopo. È la cultura del sospetto, o pensar male si fa peccato ma ci si azzecca? Comunque la Juve poi ha fatto il suo passeggiando sul Cagliari e ricordando a tutti quale sia la squadra da battere: 3-0 e tutti a casa. In serata il Napoli non ha fatica molto a regolare le velleità del Verona. Gioco e affiatamento (tolta qualche distrazione difensiva di troppo: vecchia storia) sono le carte vincenti della creatura di Sarri che quest’anno punta al salto di qualità.

Grande attesa per tutte le altre che scenderanno in campo oggi a partire dalla Roma (in anticipo alle 18), che dovrà mostrare di aver smaltito le tossine spagnole del pre-campionato. Di Francesco è partito a palla di cannone cattivo e determinato come mai, dovrà vedersela con la squadra rivelazione dello scorso anno: l’Atalanta ha perso sì qualche pezzo importante (soprattutto in mezzo al campo), ma è un gruppo consolidato, abituato a giocare insieme, molto affiatato e in casa nel 2017 non ha mai perso una partita: qualcosa vorrà pur dire. Insomma facile non sarà, così come per Inzaghi non sarà semplice mettere da parte le polemiche su Keita che non si è presentato marcando visita. La querelle non fa bene alla Lazio che spera negli ultimi dieci giorni di mercato per sistemare la questione e trovare un’alternativa.

C’è poi curiosità per le altre contendenti a un posto in Champions. Montella alle prese con un Milan che un mercato faraonico vorrebbe di nuovo stellare, l’Inter subito di fronte a uno scontro pesante contro la Fiorentina:<ET>Spalletti deve mostrare al mondo che il problema a Roma non era lui ma il «famelico» ambiente che gli remava contro. Di certo stavolta non potrà essere colpa di Totti, alle prese con un nuovo ruolo tutto ancora da scoprire: la valigia del commesso viaggiatore è piena di buoni propositi e idee, ma a Roma continuare a chiamarlo Capitano è quasi naturale... non ce ne voglia De Rossi.

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