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Nemmeno il tifoso laziale più ottimista avrebbe pronosticato il secondo posto in campionato.

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E,invece, è tutto vero, la Lazio brilla per solidità difensiva ma, rispetto al passato, gioca bene e soddisfa anche i tifosi dal palato più fine che male digerivano la gestione Reja. Bastano pochi esempi per capire come la rivoluzione Petkovic ha colto nel segno: diciassette vittorie, sei pareggi e solo quattro sconfitte in 27 partite ufficiali disputate dai biancocelesti. La squadra non perde dall'inizio di novembre (0-4 a Catania) è ha portato la serie positiva a undici gare (8 successi e 3 pari) tra coppe e campionato. Grandi meriti dell'esplosione di un gruppo che è praticamente lo stesso dell'anno passato se si escludono Ederson e Ciani, appartengono a Petkovic. L'allenatore croato ha saputo derogare ai suoi rigidi principi offensivi riconoscendo il lavoro del suo predecessore. Ne è venuto fuori un inconsueto 4-1-4-1 molto equilibrato ma capace di regalare anche sprazzi di calcio totale d'attacco. Ma i giocatori ci hanno messo del loro a cominciare dalla certezza Klose, cecchino infallibile e al ritrovato Hernanes, secondo miglior marcatore. Il brasiliano è un altro rispetto all'anno passato quando era intristito dalle continue sostituzioni di Reja, gioca da leader una ventina di metri più dietro e non fa mai mancare la sua presenza in zona gol (già sette in campionato). Tra i protagonisti oltre all'immancabile Ledesma, regista di qualità e difensore aggiunto all'occorrenza, c'è un portiere ignorato solo da Prandelli: Federico Marchetti. Imbattibilità di 454 minuti, dodici partite su diciassette giocate senza subire reti, tanto per ricordare come il numero ventidue biancoceleste sia uno dei punti di forza della squadra. E poi la batteria dei fantasisti formata da Candreva, Ederson, Lulic e Mauri. Proprio il capitano ha twittato un sentimento diffuso tra i tifosi laziali: «Secondo posto, una grande Lazio, così cominceranno a parlare anche di noi...forse...». Tanto per ribadire che gli ottimi risultati della squadra sono un po' trascurati da addetti ai lavori anche se a Petkovic va bene così.

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