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Matteo De Santis Due premesse doverose: la gioventù non ha prezzo e certi calcoli sono assolutamente aleatori e passibili di variazioni, oscillazioni e mutazioni improvvise di ogni tipo.

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Unoscudetto e una Coppa Italia dicono tanto, ma non tutto. La «Roma B», per dirla alla spagnola, vince, diverte, cresce e vale già qualche soldo. Neanche pochi, per la verità. In questo momento, se si considera la trentina di giocatori impiegati da inizio stagione da Alberto De Rossi, quelli che fanno la spola con la prima squadra, quelli che sono stati acquistati per il futuro e dirottati a farsi le ossa in Primavera e quelli che sono stati dirottati in prestito a fare esperienza, si può arrivare a un valore complessivo intorno ai 15 milioni di euro. Più che immaginarlo come un tesoretto «statico» frutto del momento, molto meglio paragonarlo a una rendita che può fruttare sempre di più col passare del tempo. Un bis tricolore a giugno, infatti, potrebbe far salire il valore della giovane Roma intorno ai 20 milioni di euro. Tutto nel giro di pochi mesi e frutto di una valorizzazione che fa rima con maturazione dei golden boys romanisti. Ragazzi d'oro che per ora è meglio dividere in tre categorie di prezzo, valutazione e curriculum: la fascia composta da chi spesso e volentieri viene utilizzato anche da Luis Enrique, i prospetti futuri parcheggiati momentaneamente in Primavera e coloro che sono stati mistati altrove; lo scheletro del gruppo normalmente a disposizione di De Rossi; gli innesti provenienti dalla fucina degli Allievi. Facendo nomi e cognomi, tra i primi ci sono i vari Nico Lopez (pagato 1 milione di dollari), Ferrante (preso per 400mila euro), Nego, Tallo (in prestito dal Chievo e valutato intorno al mezzo milione), Viviani (quotazione battuta da radiomercato vicina ai 2 milioni), Verre, Piscitella, Caprari (ora al Pescara e intero cartellino valutato 2,4 milioni) e i «prestati» Florenzi, Pettinari, Crescenzi, Stoian, Sini e Bertolacci. Tra i secondi, invece, campeggiano Ciciretti, Sabelli e i nazionali Under 19 (assieme a Verre e Piscitella) Pigliacelli, Barba, Orchi e Politano. Tra gli ultimi innesti, quelli che comporranno l'ossatura della Primavera che verrà, spiccano Cittadino, Frediani e i fratelli Ricci. La Primavera della Roma, insomma, è come i Bot. La nuova società ci ha investito subito forte: ha rifatto i campi, sistemato gli spogliato e progetta una ristrutturazione di Trigoria. La ricetta è semplice: investimenti e stile. Come dimostrano i 4-5 milioni spesi per il primo anno di settore giovanile sotto la nuova gestione e le immediate scuse di Baldini a Pessotto per i coracci dell'altra sera. Vincente, investitrice, sognatrice ed educata: ecco il tesoro della nuova Roma.

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