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I guai vengono sempre in coppi

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Emai come quest'anno Stefano Mauri ha vissuto sulla propria pelle la tragica veridicità del detto. Non bastava lo strappo muscolare che l'ha tenuto fuori per buona parte di stagione, ci voleva anche l'ombra del calcioscommesse a rendere amaro il momento. Roba da abbattere chiunque. Lui però non ha mollato e da alcune settimane è tornato a giocare dimostrando di essere già vicino alla piena efficienza fisica. Questo dal punto di vista del campo. Da quello extrasportivo, invece, la questione resta ancora nebulosa, ma il giocatore ha almeno incassato la fiducia della società, che gli ha allungato il contratto fino al 2014 nei giorni più duri. Di certo Mauri questa stagione la immaginava diversa. Per la prima volta dopo tanti anni partiva con un ruolo di primo piano ben definito. Merito di un campionato, quello passato, vissuto da protagonista a suon di gol e assist. In quel caso il «tuttocampista» lo spazio se l'era dovuto conquistare, visto che all'esordio, a Genova contro la Samp, Reja non era riuscito a trovargli un posto nel 3-5-2. Tanto che, per un momento, lui aveva anche pensato di andar via. Invece poi c'è stato il cambio di modulo, la cavalcata biancoceleste, la fascia di capitano, la nazionale ritrovata. Unica macchia, quell'espulsione a Milano, contro l'Inter, per un fallo di reazione su Nagatomo. La Lazio perse, e lui perse la maglia azzurra, vittima dell'implacabile codice etico prandelliano. Quest'anno invece la squadra era stata ricamata anche intorno a Mauri. Che, tra l'altro, aveva dimostrato di starci bene nel ruolo di leader. Subito in gol nella debutto ufficiale col Rabotnicki, subito assistman alla prima di campionato. Poi la storia si interrompe. Già alla 2ª giornata Mauri è assente per un problema muscolare. Lo risolverà solo un mese dopo, proprio alla vigilia del derby. Contro la Roma entra negli ultimi trenta minuti, partecipa alla rimonta ma, alla ripresa degli allenamenti, arriva lo choc: strappo muscolare. Il resto è l'operazione in Germania e il faticoso recupero, proprio mentre dalle aule giudiziarie il «pentito» Gervasoni tira in ballo il suo nome nell'inchiesta Last Bet. Mauri - è il suo merito maggiore - riesce a non crollare nonostante tutto quello che gli piove addosso. Quando per la prima volta Reja spiega di aspettarsi il suo rientro a febbraio, quasi nessuno gli crede. Troppo grave uno strappo muscolare di tre cm per recuperare in 4 mesi. E invece a Palermo, a venti dal termine, il brianzolo rivede il campo. «Avrei preferito tornare in un'altra partita - commenta lui - ma questo è il calcio. Comunque ho buone sensazioni, la gamba è ok». La dimostrazione la fornisce nei giorni successivi: gioca 180 minuti contro Atletico Madrid e Fiorentina, la condizione cresce, l'intesa con i compagni ritorna. Al 17' della gara con i viola manda Klose in porta con uno dei suoi passaggi no-look. Se Nastasic non atterrasse il tedesco sarebbe da annotare come assist. Ora arriva la Roma, l'occasione migliore per mettersi tutto alle spalle, specie perché per la prima volta Mauri giocherà il derby con la fascia di capitano. Un gol nella stracittadina non l'ha mai segnato. Ci è andato vicino due volte, e ancora impreca contro la traversa e contro Julio Sergio. Ma, in quanto a sfortuna, quest'anno la razione personale è stata già tutta consumata.

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