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Lazio, solita storia

Inter-Lazio, Pazzini in gol (Foto Gmt)

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La «maledizione» Ranieri punisce ancora la Lazio. Ma, mai come ieri a San Siro, bisognerebbe parlare di maledizione Rizzoli. In due casi il fischietto di Bologna condiziona pesantemente l'andamento della gara: prima convalidando il raddoppio dell'Inter con Pazzini in fuorigioco, poi negando un netto rigore ai biancocelesti per un mano di Lucio in area. Finisce 2-1 per i nerazzurri nonostante l'illusorio gol del vantaggio di Rocchi nel primo tempo. Ranieri trova il settimo successo di fila e supera in classifica proprio la banda di Reja che, da ieri sera, è quinta a cinque punti dal terzo posto che vale la Champions. Un bilancio pesantissimo per una gara giocata per lunghi tratti bene dai biancocelesti, che però ancora una volta dimostrano limiti di personalità, arretrando il raggio d'azione dopo il gol del vantaggio e perdendo lucidità nei momenti chiave. Eppure la Lazio parte bene. Su un terreno indegno l'Inter di Ranieri è apparsa per larghi tratti piccola piccola. Gonzalez e Ledesma corrono come matti e non è un caso che sia la Lazio a trovare la prima vera occasione: lancio di Gonzalez, Lucio cicca il pallone e Rocchi si ritrova da solo davanti a Julio Cesar. Il capitano, però, ci mette troppo a tirare, Lucio recupera e devia sul palo. Dall'altra parte Pazzini e Milito non la vedono mai, Alvarez si intestardisce nel dribbling e Nagatomo è fuori posizione. Il gol del vantaggio laziale è una logica conseguenza del predominio. Ledesma regala un assist al bacio a Rocchi che, defilato sulla destra, si inventa un diagonale di prima, rasoterra sul secondo palo, che non lascia scampo a Julio Cesar. A quel punto, però, la Lazio arretra. Non che l'Inter combini granché, ma pianta stabilmente le tende nella metà campo avversaria. Peccato mortale quando si gioca contro il Milito dell'ultimo mese. Alla prima palla utile, scambio corto con Alvarez in area, il Principe trova il diagonale vincente. Quinto gol nelle ultime quattro gare e tutti negli spogliatoi. Reja lascia sotto le docce un impreciso Hernanes e getta nella mischia Matuzalem passando a un più prudente 4-4-2. Tutto il contrario di Ranieri che, inserendo Obi per Chivu e Sneijder per Alvarez, vira sul 4-3-1-2. Col l'olandese in campo l'Inter sembra più logica, e non è un caso se proprio dai suoi piedi parta un delizioso cross che Pazzini deposita innocuamente tra le mani di Marchetti. Arriva presto l'occasione del riscatto. Il «Pazzo» su un lancio deviato scatta sul filo del fuorigioco (anzi, il piede è oltre), la difesa della Lazio si ferma, Marchetti si fa trovare a metà strada e l'ex Samp è preciso nel trafiggerlo con un pallonetto. Un minuto dopo ci sarebbe l'occasione del pari: triangolo Rocchi-Klose ma il tedesco, dal dischetto, conclude debolmente tra le braccia di Julio Cesar. La Lazio si butta avanti con il cuore e troppa confusione. La stessa che regna in panchina. Reja a venti dalla fine ordina il cambio Konko-Zauri, ma un errore del team manager costringe a uscire Gonzalez, fino a quel momento tra i migliori. Reja gioca anche la carta Cisse che avrebbe subito l'occasione del riscatto: ancora palla dentro di Rocchi che il francese cicca clamorosamente. Poi, a dieci dal termine, il secondo espisodio che farà discutere: cross di Ledesma in area, Klose e Lucio si contendono la posizione ma poi il brasiliano tocca il pallone col braccio. Rigore per tutti, non per Rizzoli che fischia fallo al tedesco. La Lazio in pratica finisce su quelle proteste.

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