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Passa la Lazio, batte uno Sporting Lisbona arrendevole con i gol di Kozak e Sculli e può festeggiare la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League.

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Giustocosì, sarebbe stato veramente grave non andare avanti in un girone dove gli avversari, Sporting a parte erano davvero modesti. Stavolta Olympia fa il suo, tre giri completi e show perfetto tra gli appalusi dei pochi laziali (circa 10.000) presenti e i fischi dei duecento tifosi dello Sporting abituati a vedere il volo dell'aquila nei derby contro l'odiato Benfica. Si parte con la Lazio in emergenza, senza tanti titolari e con Kozak al centro dell'attacco dopo il forfait dell'ultima ora del febbricitante Rocchi. I portoghesi, già qualificati, schierano tante seconde linee e anche due giovani del 93: Ilori e Rubio. Parte benino la banda di Reja anche se gli automatismi non vanno e il gioco non decolla: troppi lanci lunghi per il gigante ceco. Al 24' Hernanes tira di sinistro ma il portiere Marcelo è pronto alla respinta, e un minuto dopo Kozak non coglie l'attimo su ottima rifinitura di Sculli. Lo Sporting se ne sta dietro e punta sul contropiede ma trova sempre un Diakité sicuro (sul finire del primo anche troppo con un clamoroso errore per fortuna senza conseguenze) e una difesa che protetta da Ledesma e Cana regge l'urto, si fa per dire, della squadra portoghese. Il pubblico gradisce l'impegno dei biancocelesti anche se le orecchie sotto tutte a Zurigo dove per il momento non arrivano buone notizie. A quattro minuti dalla fine del primo tempo la Lazio trova il vantaggio: azione insistita sulla sinistra, Lulic pesca Kozak che di testa trova la porta dopo sette mesi di astinenza. E Cisse? Gioca largo sulla destra alla ricerca del gol perduto. Si sacrifica, lotta, rifinisce due volte per i compagni ma di tiri verso la porta avversaria nemmeno a parlarne. La ripresa comincia senza cambi e con una parata di Bizzarri su una conclusione ravvicinata di André Martins e la sensazione che lo Sporting abbia cambiato l'atteggiamento attendista avuto nei primi 45 minuti di gioco. Ma la Lazio sfrutta alla perfezione una ripartenza di Diakitè e Sculli raddoppia. Poco prima Cana aveva abbandonato il campo per l'ennesima guaio fisico: dentro Gonzalez anche lui non in perfette condizioni fisiche. Tant'è, si va avanti con i biancocelesti che controllano la partita, i portoghesi onorano l'impegno ma di certo non si dannano l'anima. Al 24' della ripresa il boato dell'Olimpico annuncia il vantaggio dello Zurigo, la qualificazione si avvicina grazie al gol di Margaraiz. Reja concede l'esordio al giovane Zampa che se la cava bene con qualche tackle e tanta voglia di sognare il calcio che conta. La partita non c'è più, si soffre, poi la liberazione con il raddoppio finale dello Zurigo per merito di Buff che manda fuori i rumeni del Vaslui e lancia Reja ai sedicesimi. Giocatori sotto la curva e festa dei diecimila per il passaggio del turno. L'avventura europea continua. Domani si saprà contro chi.

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