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Parte il Tour, Contador sfida fischi e avversari

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Delresto, se in mezzo all'arena che in Vandea ha visto i corridori entrare in scena su bighe e carrozze d'altri tempi, scortati da ancelle e giannizzeri in abiti da antichi romani, a un certo punto compare Thor Hushovd (il Campione del Mondo) con parruccona e martello (a rappresentare il dio Thor, appunto), si capisce che c'è anche e ancora voglia di giocare, in questo ciclismo. Voglia di scherzare malgrado il caso Contador (quello della carne al clenbuterolo, dell'assoluzione da parte della Federciclismo spagnola, del successivo ricorso di Unione Ciclistica Internazionale e Wada presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna) sia ancora in piedi: ne parlavamo durante il Giro, ma la vicenda è ancora d'attualità, e visto che il Tas ha rinviato il giudizio a inizio agosto, ecco che lo spagnolo potrà essere in gara anche in Francia, malgrado i fischi di qualche tifoso di casa. E sarà in gara nelle ovvie - per lui, che ha già 3 Tour in carniere - vesti del favorito: vinto il Giro, Alberto tenta la doppietta magica (che riuscì l'ultima volta a Marco Pantani, nel 1998), e dovrà guardarsi dal solito rivale Andy Schleck, e dal nostro Ivan Basso, che ha saltato la corsa rosa proprio per puntare tutto sul Tour. Per la serie «vecchia guardia», gli esperti Evans, Vinokourov e Sánchez proveranno a inserirsi nella lotta per il podio; per i giovani, occhio all'olandese Gesink e al belga Van den Broeck. Il percorso guarda agli scalatori, con due solo crono (una a squadre, domani), contro 4 arrivi in salita. Si parte oggi dal Passage du Gois, arrivo sulla salitella del Mont des Alouettes: laddove un finisseur come Gilbert potrebbe anticipare tutti i velocisti.

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