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Alessandro Fusco Tutti pazzi per Andrea Masi.

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Primoitaliano a ricevere l'alloro nel Torneo, Masi non nasconde la propria soddisfazione: «Quello appena concluso è stato un Sei Nazioni di alti e bassi per la nostra squadra - ha detto da Parigi, dove gioca nel Racing allenato dall'ex ct azzurro Pierre Berbizier - la vittoria contro la Francia ci ha proiettati nella storia ma finire al sesto posto rappresenta una frustrazione per tutti noi. In ogni caso, ricevere il premio di miglior giocatore del Torneo è un modo fantastico di concludere uno dei Sei Nazioni più competitivi da parte nostra che io ricordi. Stiamo lavorando duro - ha continuato Masi - e i progressi dell'Italia, anche in termini di popolarità, ci rendono felici. Essere il primo italiano votato dagli appassionati è un grande onore». Il premio promosso dal sito ufficiale del Torneo www.rbs6nations.com, infatti, è assegnato in base ai voti ricevuti sul web proprio dai fan. Un vero e proprio referendum che, sui dodici giocatori della rosa proposta in base al rendimento, ha visto giungere secondo un altro azzurro, Semenzato. Ciò dimostra, al di là del valore tecnico del premio, quanto le prestazioni dell'Italia edizione 2011 abbiano rubato l'occhio agli spettatori e ai critici, confermando i progressi di una squadra che continua la propria crescita nonostante abbia raccolto l'ultimo posto in classifica. In effetti l'unica vittoria è di quelle che entrano nella leggenda. Il 22-21 che ha portato in dote la prima affermazione sulla Francia (n.5 del ranking mondiale) nel Torneo rimane scolpita nel Libro della Storia azzurra e segna uno spartiacque: «Spesso i francesi ci hanno trattato da parenti poveri e solo ultimamente - spiega l'estremo azzurro - hanno cominciato a rispettarci, anche per le prestazioni di noi italiani che giochiamo nel campionato francese. Ma la nostra vittoria nel Sei Nazioni è stata vissuta come una disfatta irreparabile, anche perchè è praticamente un derby». Solo nel Racing Parigi c'è una vera colonia. Oltre a Masi con la maglia "blanc et ciel" ci sono Lo Cicero, Festuccia, Mirco Bergamasco e Dellapè. Ma anche Parisse e Mauro Bergamasco (Stade Francais), Orquera (Brive) e Canale (Clermont) sono protagonisti del Top14. Masi si gode ora questa affermazione personale giunta soprattutto grazie alle ultime due prestazioni ognuna marcata da una bellissima meta (contro Francia e Scozia) in cui è stato utilizzato nel ruolo di estremo, quello che più si addice alle sue caratteristiche di attaccante capace di rompere la linea difensiva avversaria. Nei primi tre match era stato schierato da ala, ruolo marginale che non gli regala la continuità di cui ha bisogno: «Io mi sento centro e mi esprimo bene da estremo, ma a rugby si gioca in XV e non mi sentirete mai lamentarmi per le decisioni del coach. Lavoriamo tutti insieme per lo stesso obiettivo».

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