Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La Lazio aggancia il secondo posto

Libor Kozak della Lazio

  • a
  • a
  • a

Improvvisamente Kozak. La Lazio ritrova in un sol colpo vittoria e secondo posto in classifica, battendo per 1-0 la Sampdoria grazie a un colpo di testa a sei minuti dal termine dell'attaccante che Reja aveva buttato nella mischia poco prima al posto dello spento Floccari. È la prima vittoria del 2011 per i biancocelesti che, al di là della vittoria (comunque preziosissima), mostrano preoccupanti segni di cedimento fisico in alcuni uomini, Hernanes e Floccari in particolare. La Samp aveva controllato l'incontro fino alla rete di Kozak (in sospetto fuorigioco), fallendo con Pazzini la palla-gol più nitida dell'incontro in apertura di ripresa.   PRIMO TEMPO EQUILIBRATO - Difese rimaneggiate tra infortuni e squalifiche: nella Lazio, fuori Biava e Radu, giocano Diakitè al fianco del rientrante Dias e Scaloni a sinistra; sta anche messo peggio Di Carlo, che deve rinunciare a Zauri, Gastaldello e Lucchini. Coppia centrale con Volta e Accardi, a destra gioca un centrocampista (Dessena) ed è da lì che la Lazio, con Zarate, crea le prime insidie. Curci è bravo in anticipo su Brocchi, poi vede sfilare a lato un bolide di Ledesma: sempre nel segno di Zarate, perchè almeno inizialmente Mauri e soprattutto Hernanes faticano a trovare spazi. I ritmi sono piuttosto lenti. La Samp controlla e di tanto in tanto prova a servire il duo Pazzini-Pozzi (Macheda, cresciuto nelle giovanili biancocelesti, parte dalla panchina), però Dias e Diakitè controllano senza difficoltà. Qualche sussulto nel finale di tempo, con Hernanes e una buona discesa di Lichtsteiner: Curci c'è sempre, la Samp si difende con ordine e all'intervallo si arriva con uno 0-0 che più giusto non si può.   GUIZZO DI KOZAK - È una Lazio senza idee, lenta e impacciata. E che rischia grosso al 6', quando Pazzini sbuca alle spalle di Diakitè (perfetto l'assist di Palombo) ma spreca clamorosamente a tu per tu con Muslera, calciando alto di controbalzo. Neppure lo spavento riesce a scuotere la Lazio, davvero irriconoscibile rispetto a quella ammirata fino a un mese fa. Solo Zarate tiene sul chi va là la difesa blucerchiata: finta su Accardi e rasoterra che Curci vede sfilare a pochi centimetri dal palo. Di Carlo inserisce Poli e Macheda per Tissone e Pozzi, mentre Reja non cambia nulla, sperando in un lampo dei suoi. Almeno fino alla mezz'ora, quando Floccari e Brocchi lasciano il campo a Kozak e Gonzalez: Reja punta sull'entusiasmo dei due per ravvivare una manovra troppo lenta e involuta per essere vera. Serve un guizzo: Kozak è bravo e puntuale sulla punizione di Ledesma, anche se forse in fuorigioco. Curci tocca ma non basta, è il gol che permette all'Aquila di tornare a volare. Samp beffata, il forcing finale è poco convinto. La Lazio aggancia il Napoli al secondo posto a quota 37 e il Milan, in campo stasera a Lecce, è lontano soltanto tre punti.  

Dai blog