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Totti non si tocca

Il capitano della Roma, Francesco Totti

Ma impari a riflettere

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No, il Capitano non si tocca. Non si discute. Perché Totti è la Roma. Lo è da almeno quindici anni, da quando ha iniziato con la sua genialità a trascinare i giallorossi. E lo ha fatto talmente bene da vincere con quella maglia  tutto quello che si poteva vincere, dando voce all'orgoglio di una città che troppo spesso ha dovuto subire gli sberleffi delle squadre del nord. Ma non si discute – soprattutto ora – perché Totti non è una reliquia da tenere in bacheca per quello che ha fatto in passato. Non è una bandiera stropicciata. Il Capitano in questo inizio di stagione è un uomo fondamentale per la squadra, è tra i più in forma, è stato sempre il migliore nelle partite giocate fino a oggi. L'appannamento dell'anno scorso, per il quale aveva subito giuste critiche, è svanito. Nella gara di inizio stagione, la Supercoppa persa con l'Inter, si è mosso come un ragazzino, ha corso, ha attaccato, è tornato persino a coprire a centrocampo. Si è messo a inseguire i nerazzurri che ripartivano. Un Totti così non si vedeva da tempo. Certo il Capitano ha 34 anni ed è acciaccato. Convive con il mal di schiena, con un ginocchio destro rattoppato, con una caviglia devastata e ricostruita dopo l'intervento omicida dell'empolese Vanigli. Nessun altro numero dieci oggi in Italia ha dovuto subire le operazioni che ha sopportato Totti. Eppure, anche se acciaccato, per la Roma il Capitano è insostituibile. Ha dimostrato di poter giocare da punta, quando tutto il mondo lo voleva dietro le punte. E lo ha fatto talmente bene da vincere la scarpa d'oro. Vuol dire che è stato il miglior attaccante europeo, quello che ha segnato più gol. Oggi il Capitano è tornato ai suoi livelli. È tornato a far magie per la Magica. Gioca, lotta, corre. E se per una sostituzione, anche se giusta, si arrabbia, gli sia concesso. Perché Francesco è la Roma.  

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